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19 settembre 2007

Washington (DC)

Senatore Larry Craig

Ieri. Il senatore americano Larry Craig percorre i corridoi del Congresso. Il senatore, un conservatore arcigno e anti-gay, è reduce dallo scandalo scoppiato dopo che ha ammesso di avere fatto piedino a un uomo nei bagni di un aeroporto. L'uomo, un poliziotto in borghese, lo aveva arrestato. Le guardie del Congresso sembrano avere perso rispetto.

13 agosto 2007

Pyongyang (Corea del Nord)

Pyongyang (Corea del Nord)

Oggi. Veicoli dei residenti abbandonano la capitale, diretti verso i luoghi di vacanza. Come in tutte le nazioni, anche le autostrade della Corea comunista fanno registrare i loro record di traffico ad agosto.

29 luglio 2007

Cosimo Mele e la prostituzione: una storia lunga

La stampa ha rivelato che il deputato protagonista del festino romano con prostitute era Cosimo Mele, un cattolico dell'Udc. Un difensore della famiglia. Il festino si era concluso con una squillo in ospedale, intossicata dalla cocaina e dall'alcool.

E' sempre un piacere vedere un ipocrita smascherato.

E possiamo smascherarne un secondo. Luca Volonté, compagno di partito del Mele, è subito salito sul pulpito e ha biasimato il collega: "Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli, diritti umani". Ma io sono convinta che Luca Volonté sapesse già chi era Cosimo Mele.

Prendo da un articolo di Lino de Matteis del 2005, che narra di vecchie vicende penali degli amici di Raffaele Fitto, ex presidente della regione Puglia.

"Sotto processo finì anche un altro consigliere regionale del Ccd, Cosimo Mele, che era stato arrestato qualche anno prima con l’accusa di gioco d’azzardo e per il coinvolgimento in una vicenda di tangenti e prostituzione, per cui venne poi rinviato a giudizio insieme ad altre sei persone. Mele venne arrestato il 5 gennaio 1999, due mesi dopo essere stato eletto nelle elezioni comunali di Carovigno, nella lista dei Cristiani democratici per le libertà, il partito di Raffaele Fitto. Nonostante fosse coinvolto in quell’inchiesta, Mele risultò il più suffragato in Consiglio comunale, ed il suo partito superò il 40% dei consensi. Quell’arresto lo portò, però, a dare le dimissioni da tutti gli incarichi istituzionali e a lasciare anche il Cdl di Fitto. Ma Mele non si perse d’animo e, nel frattempo, si era accasato nel Ccd di Pierferdinando Casini, tanto da conquistarsi una candidatura per le elezioni regionali del 2000 ed essere eletto. In Consiglio regionale subentrò come capogruppo del suo partito ad Andrea Silvestri, che era stato designato da Fitto all’assessorato della Formazione professionale".

Domanda: quando i politici cattolici cominceranno ad occuparsi della loro moralità, invece che della moralità dei cittadini?

Aggiornamento (30 luglio): in un'intervista alla Stampa, Cosimo Mele in un certo senso mi risponde. Dice:

"Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale."

Ossia, i valori sono ciò che fate fare agli altri.

Aggiornamento (31 luglio): siamo finiti sui giornali (Italia Oggi: "Sul caso Mele cala l'ironia dei blog"). Grazie a Porphyrios per la segnalazione.

31 maggio 2007

Quanti sono i preti cattolici pedofili?

"Annozero", il programma TV di Michele Santoro, stasera trasmetterà "Sex, crimes, and the Vatican", il documentario della BBC sui preti cattolici pedofili. In studio, ci saranno un difensore della fede (Rino Fisichella), un prete antipedofili (Fortunato Di Noto), un anticlericale (Piergiorgio Odifreddi) e, molto correttamente, l'autore del documentario Colm O'Gorman, che in Italia ha ricevuto accuse poco documentate di mendacio.

Il documentario, che qualcuno cerca di fare passare per un attacco improvvisato e gratuito al Vaticano, ha le sue basi nelle vicende travagliate che negli ultimi anni hanno coinvolto la Chiesa Cattolica negli Stati Uniti e in Irlanda.

Non so che taglio Santoro darà alla trasmissione, ma mi piacerebbe fossero approfonditi i numeri del problema. Quanti sono i preti cattolici pedofili? Sono la stessa percentuale che si trova naturalmente (per così dire) nella popolazione? O sono di più? Ci sono fattori che espongono particolarmente la Chiesa Cattolica a questo problema?

Anche se è difficile trovare dati precisi, il materiale su cui discutere non manca. Ci sono almeno tre motivi, ben noti, per cui la Chiesa Cattolica potrebbe essere molto esposta al rischio della pedofilia.

  1. Selezione avversa. E' possibile che nel clero ci sia una percentuale più alta della media di persone sessualmente disturbate. Per un giovane uomo che medita l'ingresso in seminario, uno dei costi maggiori di questa scelta è la castità. Se ha già sperimentato una sessualità riuscita (etero od omo), il costo della castità gli sembrerà alto. Se invece ha vissuto esperienze sessuali sofferenti o fallimentari, la prospettiva della castità gli peserà meno. Sui grandi numeri, questo fattore può bastare a sbilanciare la composizione del clero nella direzione sbagliata.

  2. Occasioni. Nelle parrocchie i preti sono a contatto coi piccoli. Rispetto ad altre categorie di educatori, hanno anche più libertà di appartarsi. A scuola, un insegnante non ha molte opportunità per portare un bambino in un luogo nascosto. In una casa parrocchiale, l'adescamento è tecnicamente è più facile.

  3. Deterrenti deboli. Un insegnante è consapevole che se molesta un bambino, e viene scoperto, il preside lo denuncerà subito alla polizia (se non altro perché teme di passare come complice o favoreggiatore). Ne seguirà un pubblico scandalo, il pedofilo andrà in galera e la sua famiglia, se ne aveva una, sarà distrutta. Invece, un prete non ha famiglia. In più, è consapevole che se molesta un bambino e viene scoperto, scatterà un processo disciplinare interno che ha come massima pena la riduzione allo stato laicale. Non è esattamente come andare in galera. Inoltre, la Chiesa cercherà di evitare scandali e, se appena possibile, non lo denuncerà alla polizia.

Sui primi due punti non c'è molto da fare. Il celibato è una scelta libera della Chiesa cattolica e di chi vi aderisce. Le parrocchie, data l'assenza di buone strutture pubbliche alternative, sono uno dei pochi posti dove i genitori possono mandare i bambini. Sul terzo, invece, mi pare legittimo che i cittadini ricevano chiarimenti. Stasera guarderò la trasmissione e spero che Santoro faccia a Fisichella o a Di Noto questa domanda:

"Quando un vescovo apprende di un atto di pedofilia, non dovrebbe denunciare subito il colpevole alla polizia? Se non lo fa, e avvia solo il processo disciplinare interno, non lo sta di fatto proteggendo? Non pensa che una vostra prassi di denuncia alla polizia creerebbe un deterrente più forte? Non sarebbe il modo migliore per la Chiesa per dire ai sacerdoti che non ammette la pedofilia al suo interno?"

Confido peraltro anche nella forza del documentario, che ho visto, trovo ben fatto e basterà a chiarire le idee a molti spettatori.

23 maggio 2007

L'ignoranza favorisce il populismo

Mi sto convincendo che, almeno oggi, gli intellettuali più utili non siano quelli che inventano teorie originali, ma quelli che trovano le parole giuste per dire verità banali e scontate. Alcuni pensano che la verità abbia un suo splendore e si riveli da sé. Secondo me, invece, la verità ha bisogno di essere lucidata di continuo. Se mi passate la metafora casalinga, assomiglia più all'argento che all'oro.

Giorni fa, ho voluto ripetere quelle che, a mio parere, sono alcune verità banali e scontate sul matrimonio. Oggi, eccovene una sulla democrazia.

Una democrazia ben funzionante ha bisogno di:

  1. meccanismi istituzionali efficaci (per esempio, quelli che hanno permesso a Nicolas Sarkozy di insediare un governo di sua fiducia a distanza di due settimane dal voto);

  2. una stampa libera, che informi i cittadini su ciò che fa il governo e sulle critiche dell'opposizione;

  3. cittadini con un minimo di cultura, capaci di comprendere il senso e le implicazioni pratiche delle leggi o delle proposte in campo.

Quando parlo di cultura, mi riferisco a un tipo di cultura rilevante per capire l'azione dello Stato. La scuola italiana, con la sua matrice classicista, crede che ciò significhi studiare la storia, il Machiavelli e qualche filosofo. Purtroppo, non basta. Per comprendere gran parte delle discussioni politiche occorrerebbe una qualche conoscenza dell'economia.

Qui lascio la parola all'economista Vito Tanzi che, appunto, mi sembra capace di trovare le parole giuste ("La cultura economica che fa la differenza", Lavoce.info).

"Mi viene in mente un episodio di una ventina d’anni fa. Partecipavo a una conferenza a Napoli, e la sera in albergo mi capitò di accendere la televisione e ascoltare un’intervista all’allora ministro dell’Industria. Si discuteva del mercato all’ingrosso di fiori a Roma. Il ministro descriveva il luogo dove la mattina presto arrivavano i grossisti per vendere i fiori a migliaia di fiorai. Ed esprimeva tutta la sua sorpresa per il fatto che per fiori dello stesso tipo, i prezzi tendevano a convergere tra i diversi venditori, come c’è da aspettarsi in un mercato competitivo con piena informazione. Il ministro attribuiva la convergenza dei prezzi a un cartello. Esprimeva anche la sua preoccupazione per il fatto che in particolari occasioni – citava la festa della mamma, San Valentino e Ognissanti – il prezzo dei fiori aumentava, "proprio quando la gente vuole comprare più fiori".

Gli aumenti sembravano ingiusti al ministro, che dava l’impressione di non conoscere la legge della domanda e dell’offerta. La sua conclusione era che il governo avrebbe fatto bene a intervenire per prevenire questi abusi. Non potei fare a mano di chiedermi che tipo di persona quel ministro avrebbe nominato in un’Autorità antitrust. Erano anche i tempi in cui su molti muri italiani si poteva leggere "congelate i prezzi, non i salari".

Tutto ciò ci porta a una domanda ovvia: come reagirebbero gli elettori a una legge che impedisse ai prezzi dei fiori di crescere per la festa della mamma o a San Valentino? Come reagirebbero a una politica che congelasse i prezzi, ma permettesse ai salari di continuare ad aumentare? La risposta è che probabilmente quanto più gli elettori sono ignoranti in economia, tanto più sono a favore di quelle politiche. Verosimilmente c’è scarsa o nessuna correlazione tra la cultura generale degli individui e le loro conoscenze di economia: si può essere molto colti e totalmente ignoranti in materia economica."

Ci vedo anche un collegamento con le polemiche di questi giorni sulla sfiducia degli italiani verso i politici. E' una sfiducia fondatissima (io oggi non saprei proprio chi votare). Ma, dati il livello e il tipo di istruzione nel nostro paese, mi chiedo se alla sfiducia non contribuisca la sensazione sistematica di molti cittadini di non capire niente di ciò che succede.

21 maggio 2007

Sulaimaniya (Iraq)

20 maggio. Il Presidente iracheno Jalal Talabani (al centro) si appresta ad imbarcarsi per gli Stati Uniti. In serata, Talabani ha raggiunto la Clinica Mayo, nel Minnesota, dove i medici tenteranno di curare la sua obesità. Talabani ha subìto numerosi malori e un senso generale di stanchezza negli ultimi mesi. Il governo iracheno impiega ogni giorno risorse ingenti per proteggere la sua vita dagli attentati.

11 maggio 2007

I matrimoni non sono moralmente superiori alle convivenze

Si svolgerà domani a Roma la manifestazione cattolica del "Family Day". Gli osservatori si aspettano una partecipazione foltissima, fra 500.000 e 1.000.000 di persone. Il tema della manifestazione è la dichiarata superiorità civile, sociale, ma anche morale del matrimonio rispetto alla convivenza.

Il manifesto dice:

"solo nella famiglia fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna [leggasi: "matrimonio"], aperta a un'ordinata generazione naturale [leggasi: "che non usa anticoncezionali", ma di questo non parlerò], i figli nascono e crescono in una comunità d'amore e di vita."

Ossia, i figli di genitori non sposati non godrebbero di amore e vera comunione familiare. Sospetto che non sia un semplice proclama, ma la convinzione genuina di gran parte dei manifestanti che si preparano a calare su Roma.

Eviterò le polemiche politiche, che avrete modo di ascoltare a iosa in questi giorni. Vorrei ricordare solo alcuni fatti a proposito del matrimonio e della sua storia. Duemila o tremila anni fa, quando il matrimonio prese la forma che conosciamo, si parlava poco di amore. Il contenuto del matrimonio era innanzi tutto contrattuale. La sposa si obbligava a riservare allo sposo la sua capacità procreativa. Lo sposo si obbligava a riservarle la sua protezione, dando un nome e una sicurezza economica a lei e ai figli.

L'indissolubilità del contratto era volta a garantire soprattutto la moglie, la parte più debole. Se il marito avesse avuto figli da altre donne (un rischio concreto), grazie al matrimonio il suo reddito e i suoi beni sarebbero rimasti vincolati alla moglie e ai figli di primo letto. Le uniche mogli ripudiabili erano quelle sterili (e quindi contrattualmente inadempienti).

Non è una coincidenza che "matrimonio" venga da "mater". E che "patrimonio" venga da "pater".

Oggi le cose sono cambiate, ma meno di quanto sembra. Le finalità storiche del matrimonio restano ben presenti ai legislatori e ai tribunali moderni. Il divorzio è una dissoluzione a dir tanto parziale. Serve a permettere nuovi matrimoni ai coniugi ma non tocca la destinazione dei beni e del reddito: il marito deve continuare a pagare gli alimenti alla moglie e ai figli. Sul piano economico, la formula "finché morte non vi separi" è sempre in vigore.

Questo è un fatto che, in un'epoca dove si chiacchiera tanto di sentimenti, a qualcuno sfugge. Per esempio, ci sono mariti che si stupiscono quando la moglie li scortica vivi durante la causa di divorzio. Dicono che lei non era così, che non si era mai preoccupata dei soldi. Sospettano che l'avvocato la manipoli. In realtà sono loro che non hanno colto che tipo di contratto hanno firmato sposandosi.

L'unica vera innovazione moderna sono, per l'appunto, le coppie di fatto, dove l'uomo non assume il vincolo economico tipico del matrimonio. La maggioranza delle convivenze cade in una di queste categorie:

  • coppie dove lei è economicamente indipendente, capace quando necessario di provvedere ai figli da sé, e quindi poco interessata al reddito e ai beni di lui;

  • coppie giovani in attesa di sviluppi, dove lui non ha ancora un lavoro solido e quindi un reddito da conferire;

  • coppie dove lui è divorziato, e quindi è impossibilitato a un nuovo impegno economico (dati gli alimenti che paga all'ex moglie e ai figli di primo letto);

  • coppie mature che non si pongono più il problema dei figli.

In ogni caso, sono coppie che stanno insieme non per motivi materiali, ma per il bene che ogni persona riceve dall'altra. Questo è anche il motivo che unisce le coppie omosessuali.

Quindi, sul lato umano le convivenze reggono ottimamente il confronto con i matrimoni. Anzi, i matrimoni possono essere di convenienza, anche oggi (eccome). O possono trascinarsi senza amore a causa dei costi che comporterebbe romperli. Le coppie di fatto di convenienza sono, invece, tecnicamente impossibili. E, di solito, le coppie di fatto si sciolgono non appena l'amore o il rispetto reciproco finiscono.

L'unico punto su cui il manifesto ha ragione è che questi rapporti nascono innanzi tutto per il bene dei conviventi. Spesso i figli non sono previsti. Ma, quando i figli ci sono, non c'è proprio alcun motivo di credere che non trovino amore e comunità di vita presso questi genitori.

04 maggio 2007

Andrea Rivera si conferma un parresiaste

Nei commenti al mio post precedente, LoForestieroProlisso segnalava un comunicato dove Andrea Rivera, protagonista dello scandalo "terroristico" sul palco del concerto del 1° maggio, sembrava scivolare nelle scuse e nel "non volevo offendere nessuno". Però Rivera annunciava un'intervista su Repubblica di oggi dove avrebbe chiarito la sua posizione.

L'intervista è uscita, firmata da Curzio Maltese. Per fortuna, Rivera non fa marcia indietro.

Che effetto fa sentirsi dare dell'assassino per due battute, anzi una?

"Una, la storia dei funerali è vera. Quello della banda della Magliana, De Pedis, ha pure una cappella in Vaticano, all'interno della cripta di Sant'Apollinare. Ora che anch'io sono stato definito terrorista mi consolo pensando che la Chiesa non mi potrà negare funerali religiosi."

Che fa, insiste nel peccato?

"Ma no, sono d'accordo nello stemperare i toni. Il fatto è che qua si sono messi in mezzo troppi, sindacati, politici, telegiornali. E' una faccenda fra due persone, il Papa e me. Chiedo udienza al Santo Padre. L'hanno data ad Alì Agca, c'ho diritto pure io."

Oltre che franco, Rivera è verace: la cappella esiste. Una lettera di monsignor Pietro Vergani, rettore di Sant'Apollinare, spiega che Enrico De Pedis "ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana". Un criminale redento? Non credo, visto che il De Pedis fu ucciso in un regolamento di conti quando era ancora in attività.

E' ovvio che la Chiesa ha facoltà di decidere a chi fare il funerale e a chi no. Il rifiuto della celebrazione ai suicidi, come Piergiorgio Welby, è tradizionale. E però, dato che spesso il papa e i politici cattolici propongono la morale della Chiesa come un orientamento anche per i non credenti, questi ultimi sono ben liberi di chiedersi che razza di morale sia.

E se lo possono chiedere gli stessi cattolici, come Rivera. Che ora ha un altro motivo per sentirsi disorientato dalla Chiesa. All'inizio dell'intervista dice:

"Sono sbalordito dalla violenta reazione del Vaticano. Ero rimasto al concetto di porgere l'altra guancia. Qui invece come li sfiori t'ammollano certi cazzotti..."

01 maggio 2007

Andrea Rivera è un parresiaste

Sembra che durante il concerto dei sindacati per il primo maggio il conduttore Andrea Rivera abbia pronunciato le frasi seguenti in diretta sulla RAI.

  • "Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta."

  • "Non sopporto che il Vaticano abbia vietato i funerali a Piergiorgio Welby. E invece li ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana. Ma ragazzi, è giusto così, accanto a Gesù Cristo in croce non c'erano due malati di sclerosi multipla, c'erano due ladroni."

  • "Mi dispiace e non trovo giusto che qualcuno mandi i proiettili a Bagnasco, ma la Chiesa in cui mi riconosco è quella di san Francesco."

I capi sindacali l'hanno presa malissimo e gli hanno dato dello stupido. Altri ora diranno che voleva farsi pubblicità. Secondo me queste frasi sono un caso, rarissimo in TV, di parresia. Ricordo la definizione di Foucault:

"La parresia è un'attività verbale in cui il parlante esprime la sua relazione personale con la verità e rischia la sua vita perché riconosce il dire la verità come un dovere per migliorare o aiutare altre persone (così come se stesso). Nella parresia, il parlante usa la sua libertà e sceglie la franchezza invece della persuasione, la verità invece della falsità o del silenzio, il rischio della morte invece della vita e della sicurezza, la critica invece dell'adulazione e il dovere morale invece dell'egoismo e dell'apatia morale."

Sottolineo "la franchezza invece della persuasione": un parresiaste non parla per farsi dare ragione.

Forse Andrea Rivera non sta rischiando la vita, ma di farsi un deserto attorno sì. So che attualmente lavora in RAI con la Dandini. Sono curiosa di vedere che futuro avrà in TV.

Per l'intanto, mi congratulo con lui e gli porgo simpatia e solidarietà anticipate per gli altri insulti (o i cordoni sanitari di silenzio) che la sua performance gli procurerà.

Aggiornamento (2.5): gli insulti sono arrivati. Un editoriale dell'Osservatore Romano dice che il discorso di Andrea Rivera è terrorismo. Ho riletto le parole di Rivera, ma non trovo minacce, elogi della violenza o progetti di attentati. Se capisco bene, l'accusa dell'Osservatore Romano nasce dall'idea che, semplicemente, "è terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa". Così dice l'inizio dell'editoriale. Incluse le critiche verbali.

E se pensate che "terrorismo" sia un'iperbole, leggete le righe dove si parla di "BR", "strategia della tensione" e di "chi cerca motivi per tornare a impugnare le armi".

Non fosse per il povero Rivera, che secondo me smetterà di lavorare, ci sarebbe da mettersi a ridere. Persino Prodi ha invocato un po' di buonsenso.

29 marzo 2007

Allora meglio i valdesi

Non mi piace MicroMega e chi lo dirige. E, di solito, quando aderisco a un'iniziativa di qualcuno che non mi piace, finisce che poi me ne pento. Ma, insomma, giunti a questo punto qualcosa bisogna pur fare.

Ho deciso che anch'io quest'anno firmerò per la Chiesa Evangelica Valdese. Questo è l'appello. Se siete d'accordo, fatelo circolare.

21 marzo 2007

Segni di vita (12): Meglio morti o in mani insolite?

Dopo le recenti polemiche italiane sulle parole del Ministro per la Famiglia Rosy Bindi ("Meglio che un bambino cresca in Africa piuttosto che con due uomini o due donne"), il delicato tema etico dell'adozione da parte di genitori insoliti si ripropone in Germania.

Questa volta il protagonista è Knut, un cucciolo di orso polare rifiutato dalla madre, che lo zoo di Berlino ha affidato alla cura di veterinari, inservienti e altri esseri umani. Questa decisione ha suscitato scandalo fra gli animalisti tedeschi. "L'allattamento artificiale non è appropriato alla specie ed è una grave violazione delle leggi sulla protezione degli animali", ha dichiarato l'attivista Frank Albrecht. "Lo zoo deve uccidere l'orso" ha aggiunto, citando l'esempio dello zoo di Lipsia, che ha eliminato un piccolo bradipo abbandonato dalla madre nello scorso dicembre.

Con Albrecht si sono schierati molti esperti tedeschi. Secondo Wolfram Graf-Rudolf, direttore dello zoo Aachen, "l'animale si fisserà sul suo custode e non sarà un 'vero' orso polare." Rüdiger Schmiedel, direttore della German Bear Foundation, ha detto: "Non puoi addomesticare un animale selvaggio. Quando Knut raggiungerà la pubertà, il custode è destinato a prendersi una botta in testa".

Che fare? E' giusto uccidere Knut? La stampa ne discute in tutto il mondo. Anche noi di Fantastici Quattro non potevamo astenerci. Per saperne di più, analizzate con attenzione questo filmato sulla vita di Knut allo zoo di Berlino (via Cute Overload).




Non lasciate che siano altri a decidere! Fate pesare la vostra voce rispondendo a questo sondaggio.



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26 novembre 2006

Il polonio 210 si vende su Internet (Segni di vita 8)

Plutonio 210 a 69$

Dopo l'avvelenamento di Alexander Litvinenko, ho letto (sui giornali) che, siccome è difficile reperire il polonio 210 in Occidente, è probabile che i sicari abbiano base in Russia. Cioè, che siano stati inviati da Putin.

Oggi ho scoperto (sui blog) che il polonio 210 è in vendita su Internet: 69$ la dose.

(Via il solito Marginal Revolution).

Aggiornamento (27.11.06): Dynamics of Cats (@ ScienceBlogs) menziona lo stesso dettagliante; se capisco bene, la dose di polonio 210 in vendita è 1 microcurie, mentre Litvinenko potrebbe averne assunto 1 o 2 millicurie (1000 o 2000 volte di più). Comunque, si tratta di "un valido isotopo commerciale, prodotto e venduto in quantità significative".

17 ottobre 2006

Segni e Scene di vita (104)

Cheney

Fort Campbell (Kentucky), ieri. Il 101-esimo aviotrasportato saluta il Vice Presidente americano Dick Cheney. Solo un soldato (al centro) pare infelice.

(Siamo in interruzione, ma una Scena di vita tira l'altra).

18 settembre 2006

Scene di vita (102)

Londra, ieri. Dimostranti africani giunti in città per l'International Darfur Day studiano una guardia inglese. Molti elementi della civiltà occidentale restano difficili da accettare per gli altri popoli.

15 settembre 2006

A difesa del papa

Durante la conferenza del 12 settembre all'Università di Ratisbona, Joseph Ratzinger ha citato una frase dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo:

Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava.

Se leggete i primi tre paragrafi del discorso (testo integrale), vedrete che il tono della citazione è approvante.

La frase ha acceso l'ira di molti leader religiosi musulmani, che vi hanno visto una denigrazione del Profeta e dell'Islam. Alcuni minacciano ritorsioni durante la visita che, nel prossimo novembre, Ratzinger terrà in Turchia.

L'episodio ricorda le vignette su Maometto, che a febbraio portarono a violenze contro le ambasciate danesi. All'epoca molti intellettuali italiani difesero i violenti, dichiarando che le offese a Maometto sono insopportabili per i musulmani. Che diranno questi intellettuali se le violenze si ripetessero contro le comunità cattoliche in Medio Oriente?

Io allora mi schierai coi vignettisti: mi piace la libertà di espressione, voglio servirmene, quindi la difendo. Devo fare lo stesso col papa. Non condivido ciò che ha detto, e mi chiedo come gli sia saltato in mente di dirlo, mentre il mondo brucia. Ma non voglio (che mi tocca dire) che qualcuno tenti di tappargli la bocca.

12 settembre 2006

I fatti confermano la teoria dello "Scontro delle civiltà"?

Samuel Huntington è l'autore di "Lo scontro delle civiltà", un libro del 1996 che sosteneva che le identità culturali e religiose sarebbero state la causa principale delle guerre future. Secondo Huntington, gli scontri sarebbero avvenuti non fra stati-nazione, o fra blocchi politici (come nella Guerra fredda, che opponeva la democrazia occidentale al comunismo sovietico), ma fra blocchi di civiltà. Nel suo libro, Huntington individuava una dozzina di blocchi.

Quello dell'origine delle guerre è un vecchio problema. E' sempre esistito un dibattito su quali siano le cause principali. Politologi, scienziati e storici hanno di volta in volta citato cause demografiche (la teoria dello "spazio vitale", la teoria di Tolstoj sui movimenti dei popoli), cause economiche (il controllo delle materie o delle risorse strategiche), cause psicologiche (la teoria che l'umiliazione tedesca dopo Versailles abbia generato Hitler e la seconda guerra mondiale), cause individuali (la teoria dei trascinatori dei popoli: Napoleone, Alessandro, ecc.). Non è un elenco completo.

Ora, la teoria di Huntington è interessante perché ha contenuto empirico: per esempio, predice che in futuro non ci sarà una guerra fra Argentina e Brasile (sono nello stesso blocco di civiltà), mentre ci potrebbe essere fra Cina e Russia (sono in blocchi di civiltà diversi).

Però, c'è il problema che, tranne pochi casi, una guerra coinvolge molte cause possibili. Nell'occupazione britannica dell'Egitto nel 1882 c'era in gioco un solo fattore: il controllo del canale di Suez. La guerra fra Israele e Arabi, invece, coinvolge fattori demografici, economici, psicologici e trascinatori di popoli (Arafat). Che coinvolga anche fattori culturali e religiosi (ebrei da una parte, musulmani dall'altra), in sé non è una conferma della teoria di Huntington.

Questo è un punto che ad Huntington sembra sfuggire. Leggo oggi una sua intervista su Repubblica dove, dopo qualche formula di modestia, dice che i conflitti in corso confermano la sua teoria.

Professor Huntington, lei dieci anni fa ha pubblicato "Lo scontro delle civiltà" [...]. Vi elaborava un nuovo paradigma per la politica internazionale, sostenendo che la causa prevalente di conflitto nel mondo post-Guerra fredda sarebbe stata culturale o religiosa. Ritiene tuttora valido questo schema per gli anni a venire?

Cerco di evitare qualsiasi previsione per il futuro. Chi fa previsioni esprime solamente le proprie preferenze o le proprie paure, e tira semplicemente a indovinare. Di sicuro mi sembra che oggi ciò che ho sostenuto in "Lo scontro delle civiltà" sia estremamente valido in termini di eventi principali e di tendenze in ambito internazionale. Abbiamo avuto l'11 settembre, abbiamo avuto la Jihad, abbiamo avuto i combattimenti fra israeliani e palestinesi. Sfortunatamente, mi sembra proprio che ciò che io avevo ipotizzato potesse accadere, di fatto stia accadendo.

In realtà, le guerre in corso sono compatibili con spiegazioni demografiche (vedi Palestina) o economiche (vedi politica americana in Medio Oriente nel dopoguerra).

Il sospetto che Huntington non sia un logico rigoroso è rafforzato da un altro passo dell'intervista, dove il nostro sposa l'argomento "miliardi di persone non possono sbagliare".

Il novantacinque per cento degli americani crede in Dio. Supponendo che lei sia uno di loro, ha mai avvertito un conflitto fra il suo lavoro scientifico e le sue convinzioni religiose?

[...] Non ho ricevuto alcun insegnamento religioso. Ho sviluppato un senso religioso soltanto quando ho pensato che dovesse esserci una buona ragione per la quale, per tutto il corso della storia umana, quasi tutti i popoli, con qualche eccezione, hanno creduto in un essere o in una forza superiori e in alcuni principi trascendenti. Tutto ciò è rassicurante.

L'ultima frase ("Tutto ciò è rassicurante") farebbe addirittura pensare che Huntington creda all'argomento "mi rassicura, quindi è vero".

26 luglio 2006

Scene di vita (97)

Washington, ieri. Membri dell'associazione "Ebrei uniti contro il sionismo" sventolano bandierine libanesi nel corso di una protesta davanti alla loro ambasciata. L'associazione contesta i recenti bombardamenti israeliani su obiettivi civili nel Libano meridionale. L'insolita protesta sembra suggerire che non tutti i critici del governo israeliano siano antisemiti. Il primo ministro spagnolo Zapatero ha ricevuto questa accusa per avere indossato una kefiah.

25 luglio 2006

Scene di vita (96)

Gerusalemme, ieri. Durante una conferenza stampa, il Segretario di Stato americano Condoleeza Rice (a sinistra) illustra il suo piano per la cessazione delle ostilità. A destra, il Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni ascolta incerta. In passato, si sperava che donne giunte al potere avrebbero saputo come fermare le guerre.

20 luglio 2006

I titoli di Valentina Mussi

Il 25 maggio mi occupai dei titoli di Fabio Mussi, fresco di nomina a Ministro dell'Università e della Ricerca. All'epoca, ci fu una grossa polemica riguardo a dove Mussi si fosse laureato: alla Normale o all'Università di Pisa? Ci fu anche una polemica, più piccola, sulla figlia, Valentina Mussi, che il sito del padre qualificava come "ricercatrice universitaria" alla facoltà di Fisica di Genova: aveva il ruolo, o "faceva ricerca in università" ad altro titolo?

A distanza di due mesi, quel post resta uno dei più cliccati. Tutti i giorni, le chiavi di ricerca "Mussi", "Pisa", "Normale", "Valentina" ci portano visitatori.

A loro beneficio, ricordo che Fabio Mussi ha chiarito la sua posizione da tempo: è laureato a Pisa, ma ha svolto gran parte degli studi alla Normale. Quanto a Valentina Mussi, anche lei portata qui dalle chiavi di ricerca, oggi ha voluto chiarire la sua posizione nei commenti a quel vecchio post. E' assegnista di ricerca, come aveva segnalato un commentatore anonimo, ma non pare la protetta che lo stesso commentatore lasciava intendere che fosse.

03 luglio 2006

Scene di vita (93)

Spin Boldak (Afghanistan), ieri. Una coppia attraversa la linea di confine col Pakistan. Secondo alcune fonti, l'afflusso di armi e militanti in Afghanistan continua indisturbato.