11 maggio 2007

I matrimoni non sono moralmente superiori alle convivenze

Si svolgerà domani a Roma la manifestazione cattolica del "Family Day". Gli osservatori si aspettano una partecipazione foltissima, fra 500.000 e 1.000.000 di persone. Il tema della manifestazione è la dichiarata superiorità civile, sociale, ma anche morale del matrimonio rispetto alla convivenza.

Il manifesto dice:

"solo nella famiglia fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna [leggasi: "matrimonio"], aperta a un'ordinata generazione naturale [leggasi: "che non usa anticoncezionali", ma di questo non parlerò], i figli nascono e crescono in una comunità d'amore e di vita."

Ossia, i figli di genitori non sposati non godrebbero di amore e vera comunione familiare. Sospetto che non sia un semplice proclama, ma la convinzione genuina di gran parte dei manifestanti che si preparano a calare su Roma.

Eviterò le polemiche politiche, che avrete modo di ascoltare a iosa in questi giorni. Vorrei ricordare solo alcuni fatti a proposito del matrimonio e della sua storia. Duemila o tremila anni fa, quando il matrimonio prese la forma che conosciamo, si parlava poco di amore. Il contenuto del matrimonio era innanzi tutto contrattuale. La sposa si obbligava a riservare allo sposo la sua capacità procreativa. Lo sposo si obbligava a riservarle la sua protezione, dando un nome e una sicurezza economica a lei e ai figli.

L'indissolubilità del contratto era volta a garantire soprattutto la moglie, la parte più debole. Se il marito avesse avuto figli da altre donne (un rischio concreto), grazie al matrimonio il suo reddito e i suoi beni sarebbero rimasti vincolati alla moglie e ai figli di primo letto. Le uniche mogli ripudiabili erano quelle sterili (e quindi contrattualmente inadempienti).

Non è una coincidenza che "matrimonio" venga da "mater". E che "patrimonio" venga da "pater".

Oggi le cose sono cambiate, ma meno di quanto sembra. Le finalità storiche del matrimonio restano ben presenti ai legislatori e ai tribunali moderni. Il divorzio è una dissoluzione a dir tanto parziale. Serve a permettere nuovi matrimoni ai coniugi ma non tocca la destinazione dei beni e del reddito: il marito deve continuare a pagare gli alimenti alla moglie e ai figli. Sul piano economico, la formula "finché morte non vi separi" è sempre in vigore.

Questo è un fatto che, in un'epoca dove si chiacchiera tanto di sentimenti, a qualcuno sfugge. Per esempio, ci sono mariti che si stupiscono quando la moglie li scortica vivi durante la causa di divorzio. Dicono che lei non era così, che non si era mai preoccupata dei soldi. Sospettano che l'avvocato la manipoli. In realtà sono loro che non hanno colto che tipo di contratto hanno firmato sposandosi.

L'unica vera innovazione moderna sono, per l'appunto, le coppie di fatto, dove l'uomo non assume il vincolo economico tipico del matrimonio. La maggioranza delle convivenze cade in una di queste categorie:

  • coppie dove lei è economicamente indipendente, capace quando necessario di provvedere ai figli da sé, e quindi poco interessata al reddito e ai beni di lui;

  • coppie giovani in attesa di sviluppi, dove lui non ha ancora un lavoro solido e quindi un reddito da conferire;

  • coppie dove lui è divorziato, e quindi è impossibilitato a un nuovo impegno economico (dati gli alimenti che paga all'ex moglie e ai figli di primo letto);

  • coppie mature che non si pongono più il problema dei figli.

In ogni caso, sono coppie che stanno insieme non per motivi materiali, ma per il bene che ogni persona riceve dall'altra. Questo è anche il motivo che unisce le coppie omosessuali.

Quindi, sul lato umano le convivenze reggono ottimamente il confronto con i matrimoni. Anzi, i matrimoni possono essere di convenienza, anche oggi (eccome). O possono trascinarsi senza amore a causa dei costi che comporterebbe romperli. Le coppie di fatto di convenienza sono, invece, tecnicamente impossibili. E, di solito, le coppie di fatto si sciolgono non appena l'amore o il rispetto reciproco finiscono.

L'unico punto su cui il manifesto ha ragione è che questi rapporti nascono innanzi tutto per il bene dei conviventi. Spesso i figli non sono previsti. Ma, quando i figli ci sono, non c'è proprio alcun motivo di credere che non trovino amore e comunità di vita presso questi genitori.

23 commenti:

b.georg ha detto...

grazie.
sono cose ovvie, ma purtroppo a dirle si passa per marziani.

(esponente di una coppia di fatto di tipo 1, con figli)

severine ha detto...

davvero pensi che io non sia interessata al tuo reddito? :)

Angelita ha detto...

Comportatevi bene e non date armi al nemico, per favore. :-)

Ivo Silvestro ha detto...

Trovo un po' deprimente il ritratto del matrimonio che ne viene fuori (sono di parte: felicemente sposato da quasi 2 anni), ma nel complesso sono d'accordo.
Non penso che chi si sposa sia migliore di chi convive, e purtroppo per "difendere la famiglia" (che significa?) molti sostengono questo.

Angelita ha detto...

E' vero, è un po' deprimente, e d'altra parte è un ritratto della struttura legale del matrimonio, più che del matrimonio in sé. Credo che molti siano d'accordo che il bello del matrimonio, quando è bello, è nella polpa che ci si mette sopra. E che c'è polpa da mettere anche su strutture di altro tipo.
A sentire i cattolici, invece, a volte sembra che il bello sia proprio sottoscrivere l'obbligo.

davide l. malesi ha detto...

Se fossi il legislatore, avendo come obiettivo una società stabile e bene ordinata, considererei negativamente il fatto che nelle coppie di fatto "si sciolgono non appena l'amore o il rispetto reciproco finiscono". L'ordine sociale mi parrebbe più importante della felicità dei singoli individui. In questo vedeva lungo Thomas Mann, che diceva: Quando uno si sposa non sposa la persona, ma l'istituzione.

Il matrimonio, così com'è inteso nel manifesto del Family Day, non ha nulla a che vedere con la "natura": è, appunto, una istituzione. Anzi, un tipo preciso di istituzione: una versione cattolica o pseudo-cattolica del matrimonio borghese.

Ora, non c'è niente di male a difendere il matrimonio borghese, presentandolo per quello che è; c'è invece parecchio di male nel presentarlo per quello che non è. Che poi garantisca felicità e amore, non sta scritto da nessuna parte: le società in cui esso si è evoluto e ha assunto le sue prerogative, avevano a cuore faccende assai meno liriche della felicità e dell'amore. Peraltro, il Manifesto presenta questo tipo di matrimonio come l'unico degno di rilevanza, quando vi sono stati molti altri tipi di unione, anche di notevole successo, nella storia dell'uomo: incluse complesse forme poligamiche e/o poliandriche.

I promotori del Manifesto sono molto ignoranti, oppure mentono. Ed è una brutta cosa manipolare la storia per prendere in giro la gente raccontando bugie.

Angelita ha detto...

Davide, i vescovi e i leader cattolici spesso sono crassamente ignoranti, perché pensano di sapere già tutto e quindi non leggono niente. Poi, se serve, mentono sapendo di mentire, per esempio quando affermano che i Dico non aggiungerebbero niente ai liberi contratti privati. Pensano che l'importante è che la gente li segua, non che sappia come stanno le cose. Anche ieri il papa diceva che c'è bisogno di "intelligenze semplici".

andrea ha detto...

i vescovi e i leader cattolici spesso sono crassamente ignoranti

già... e io m'immaginavo che fossero pure distanti dal paese reale... ma poi leggo Mannheimer sul Corriere di oggi e secondo lui i favorevoli ai Dico sarebbero solo il 45% contro un 47% di contrari... e il punto nodale sarebbe la questione omosessuale: "più di tre italiani su quattro sono infatti favorevoli a riconoscere alle coppie conviventi non sposate almeno qualche diritto degli sposati. Ma, al tempo stesso, la maggioranza si oppone a concedere le stesse prerogative alle coppie gay"...

Tutto questo mi sconforta parecchio... ma è davvero così il mio Paese?...

Probabilmente sì...

Angelita ha detto...

Andrea, non sono così pessimista. I sondaggi misurano le opinioni verbali della gente, che spesso sono echi delle chiacchiere del momento. Le convinzioni reali, quelle che emergono nei comportamenti, sono un'altra faccenda. Sappiamo tutti che le convivenze ormai sono parte del costume e sono largamente approvate (magari con qualche arricciamento di naso). I gay stessi sono enormemente più accettati oggi di quanto fossero, per dire, ai tempi della legge sul divorzio o sull'aborto, che adesso ci sembrano bei tempi.
Come si ottiene che la gente metta a fuoco le sue convinzioni reali, pratiche, di vita vissuta e le riconosca nei Dico o in questo o quell'altro progetto? Sarebbe il compito dei leader politici: tocca a loro trovare le parole giuste. E forse potrebbero contribuire gli intellettuali. Ma qui mi fermo perché il discorso diventerebbe lungo.

andrea ha detto...

Sarebbe il compito dei leader politici

e dici di non essere così pessimista?!! :-)

ahahah

(un po' t'invidio, e senza faccine)

Angelita ha detto...

No, non mi sono spiegata! Dicevo che la gente spesso è meglio delle sue opinioni politiche. I politici, beh, molti di quelli che abbiamo adesso sono semplicemente il Male.

andrea ha detto...

la gente spesso è meglio delle sue opinioni

bel pensiero, molto ben espresso
lo penso anch'io, anche perché capita che le opinioni siano solo pregiudizi pronti a cadere quando ci si confronta con casi concreti

ciò detto, se si parla di diritti civili, a me resta la convinzione che il nostro sia un Paese arretrato (anche a confronto di nostri "parenti" come la Francia o la Spagna)...
il fatto poi che nella classe politica la democristianità sia sempre più dominante (sia "di qua" che "di là") non mi aiuta a essere ottimista, proprio no...

Danilo ha detto...

un unica osservazione: nelle categorie di convivenza che elenchi non appaiono esplicitamente le coppie omosessuali (li citi solo dopo) e dici le loro motivazioni sono le stesse che nei precedenti casi.
Questo però non vero, c'è una enorme differenza: mentre qualsiasi tipo di coppia eterosessuale può comunque decidere di sposarsi o meno (quindi fa una scelta consapevole) le coppie gay non hanno questa scelta. Quindi anche se per motivi "patrimoniali" volessero sposarsi, o stipulare qualsiasi altro contratto analogo, non possono farlo perchè impossibilitati (nessuna scelta è possibile).

Questa mi pare una differenza enorme che nella tua analisi ti è sfuggita.

ciao :-)

Angelita ha detto...

Caro Danilo, in questo caso bisognerebbe rispondere "non mi sono spiegata bene". Io invece ti dico: "hai letto proprio male". Se riesamini pazientemente i paragrafi che precedono l'elenco, ti diventerà chiaro che si riferiva alle coppie che scelgono liberamente di non sposarsi. E' ovvio che non può essere il caso degli omosessuali.
E, altrettanto ovviamente, non scrivo che le motivazioni degli omosessuali sono le stesse di quelle dell'elenco. Come vorrai notare, parlo del "bene che ogni persona riceve dall'altra".

DARKO ha detto...

Cara Angelita
credimi stai "toppando" alla grande.
In una società in cui gli uomini non si prendono le proprie responsabilità,la soluzione non è vivere alla "DICO".
Il fatto è che l'Amore quello che unisce uomini e donne (e tutti gli altri) rimane comunque un sentimento.E i sentimenti non sono fatti per durare in eterno.Ma posso essere ri-vissuti, in continuazione. Pensa al dolore o alla paura, alla gioia ecc... Ecco il motivo di un legame forte, come il matrimonio.In più vorrei farti riflettere sui numeri, é certo che il matrimonio come identità è in crisi, ma questo non significa che la convivenza non soffrà dello stesso problema. La differenza è nel tener traccia!Di conseguenza due persone che oggi si amano e stanno insieme e domani no.... non creano strascichi sociali.
Ma mi viene di farti un'altra domanda... tu sai che il matrimonio nella storia è stato una invenzione legata all'ebraismo e poi sviluppata dal cristianesimo, secondo te è possibbile che la vera causa dei divorzi sia la lontanaza di questo uomo libero da Dio. Pensa ai nostri immigrati, una tipica famiglia mussulmana, non vive nell'oro e pure riesce a sopravvivere. Magari vivono con seri problemi di coppia, ma insieme!!!e ancora piu assurdo, nonostante le due precedenti situazioni, fanno figli!!! Cosa hanno più di noi???
Forse + problemi eppure stanno meglio!!!Dio, la risposta è Dio...
Dobbiamo ricominciare a riscoprire Dio... Uscendo dal BIGOTTISMO LAICO e sperimentando concretamente il suo AMORE!!!
T'abbraccio
Darko

Angelita ha detto...

Darko comincia tu a riflettere che è meglio. Non hai bisogno dell'ignoranza e della superstizione in cui ti rifugi.

Anonimo ha detto...

Personalmente credo che si dovrebbe uscire da questa ipocrisia che le coppie di fatto siano la normale evoluzione del matrimonio..
Scindo il discorso per le coppie omosessuali alle quali devono essere riconosciuti diritti e DOVERI reciproci. Metto in maiuscolo DOVERI perché sui diritti sembra che nessuno li voglia escludere.
Per le coppie eterosessuali il più grosso freno al matrimonio è unico: il divorzio.
Chi non ha amici che sono stati rovinati dal divorzio? Non metto becco sul fatto che se uno ha tradito la moglie è giusto che paghi.. ma fino ad un certo limite..
Come possiamo accettare che certe sentenze prevedano che un marito debba versare, di fatto, tutto il suo stipendio al netto del canone di locazione o del mutuo della casa famigliare? Come possiamo tacere?
Chi si sposa oggi compie un atto di coraggio sovraumano per quello che potenzialmente rischia...
Il tradimento, che esiste sia per le coppie sposate che per quelle di fatto, non deve rappresentare una scelta suicida per cui un uomo o una donna si rovinano economicamente... ma una scelta che rovini la sua vita questo si.
Perché non chiediamo che venga posto un limite (almeno per i lavoratori dipendenti) per l'importo degli assegni di mantenimento? Perchè il reddito del coniuge più forte economicamente non debba essere decurtato anche della rata del mutuo o del canone di affitto? Perchè non viene assicurato un minimo per legge a queste persone?
Il divorzio ha creato fortissimi dissesti economici... e sulla famiglia.
Si voglio creare i Di.Co.? ok ma come nelle coppie omosessuali; con pari diritti e DOVERI come nelle coppie sposate..
e ultima osservazione:
proposta i dico sono validi se i due soggetti si presentano in Comune a firmare l'atto dal Segratario comunale... (senza pubblicazioni e niente..)

Angelita ha detto...

Caro anonimo, mi dispiace che non ti firmi perché dici cose interessanti. Alcune risposte rapide.
1) Non penso che le coppie di fatto siano la normale evoluzione del matrimonio. Penso il contrario, ossia che i nostri antenati cominciarono a convivere e procreare prima che si mettesse a punto l'istituzione che chiamiamo matrimonio.
2) Il limite agli assegni. E' una proposta che, scusami, illustra quello che dicevo: che alcuni uomini si sposano senza capire l'aspetto contrattuale del matrimonio. Sposarsi significa impegnarsi economicamente. Gli uomini lo fanno col reddito, le donne lo fanno dedicando il loro lavoro alla famiglia. Cosa vorresti? Che una donna curasse i figli, rinunciasse alla carriera e a un suo reddito, e poi il marito potesse scaricarla a piacimento? O con un massimale sugli assegni?
Se poi invece la moglie lavora, il tribunale già ne tiene conto, proporzionando l'assegno.
c) Sui doveri dei gay o dei conviventi. Per l'appunto, i DICO introducono (o introducevano) anche un obbligo di alimenti.

Darko ha detto...

Scusa Angelita, perchè parli di ignoranza e di superstizione???
In cosa pensi che abbia sbagliato??? Si + esplicita.
Grazie
un abbraccio

Angelita ha detto...

Oh, in mille cose. Solo due esempi:
"il matrimonio nella storia è stato una invenzione legata all'ebraismo e poi sviluppata dal cristianesimo" = ignoranza (non chiedermi perché, conoscere è faticoso, fai le tue ricerche).
"è possibile che la vera causa dei divorzi sia la lontananza di questo uomo libero da Dio" = superstizione (anche qui dovrai arrivarci da solo).

Darko ha detto...

Mi dispiace rigirarti la padella...
Ma sembra che il Matrimonio, non sia stata una semplice "invenzione" dell'uomo ebreo o cristiano.Ma bensì una forma di "protezione" fatta nei confronti della DONNA!!!Il perchè spero tu lo capisca da sola!!!
Per quanto riguarda i divorzi, superstizione??? In 100 anni cos'è migliorato: il cibo, la salute, la tecnologia, la scienza, la libertà, ecc. ecc. Vediamo cosa è peggiorato: le nascite, le comunioni, le cresime, i matrimoni, ecc. ecc. vedi ancora superstizione???? Per me sono dati di fatto... Riflettici su???
Sempre un abbraccio

Anonimo ha detto...

Il post è vecchio, quindi provo a mettere un commento ma non sono sicuro verrà letto.
Tra i pallini manca il caso dei vedovi che non si risposano per non vedersi ridotta la pensione di reversibilità. Non è un caso proprio residuale e illustra bene come lo stato utilizzi il vincolo matrimoniale.
Chi scrive è contrario ai PACS, ai DICO e ogni loro variante in quanto creino incentivi diversi o migliori rispetto al matrimonio esistente.
Chi scrive ritiene che l'unica soluzione ai problemi delle coppie che si prospettano è l'estensione del matrimonio - così com'è - alle coppie omosessuali. E' infatti impensabile che, in caso di DICO o similari, le coppie omosessuali finiscano per avere più diritti di quelle sposate.
Se poi il matrimonio così com'è non ci piace, riformiamolo... o non sposiamoci: la coppia di fatto, con tutti i suoi difetti resta una scelta di libertà. Non va dimenticato, infatti, che il matrimonio è una forma di controllo dello stato sulla vita sessuale dei cittadini, con la scusa della tutela della donna. Si accetta nella misura in cui i vantaggi superano gli svantaggi, e non sempre è così.
Ma i DICO, creando un doppio binario per situazioni simili (una coppia è una coppia, omo o etero che sia) sono una scorciatoia ideologica inaccettabile.
Così si capisce ancora di più la mia solitudine.

Anonimo ha detto...

Quoto:
"I sondaggi misurano le opinioni verbali della gente, che spesso sono echi delle chiacchiere del momento".
Angelita, sei avanti anni luce. Ecco uno dei più gravi problemi della democrazia: Il sondaggio, versione telematica del plebiscito. Però i sondaggi sono considerati importanti: come limitarne l'impatto? Argomento da approfondire.