
Il venerdì, la ciospa stordita del venerdì lavora in discoteca. Perciò, indossa un paio di calze a rete, mette il rossetto, fa la piega ai capelli, ferma un taxista e gli dice: “Portami al Classic”.
Il taxista dice “Ok”, e ingrana la marcia. La ciospa stordita del venerdì si stende sul sedile, accende una sigaretta e legge Men’s Health.
Salita sul cubo, inizia a dimenarsi. Ordina un drink. Un altro. Un altro ancora. Sviene! Si riprende. In un attimo, qualcuno le infila un’anfetamina in bocca. L’anfetamina fa subito effetto, i contorni delle cose sfumano. Maledetto pusher! Ma, in questi casi, una ciospa stordita del venerdì sa come cavarsela: salta, si aggrappa al muro, urla contro la gente in fila al bagno. Il buttafuori, con i tappi nelle orecchie, la guarda di sbieco ma non interviene.
Fuori di senno, la ciospa stordita del venerdì balza in groppa ai ballerini in pista. Subito i gabber si lanciano in un pogo. Scatenata, afferra il mixer e lo scaglia per terra. Subito il dj attacca il karaoke. Esausta, si siede su un divanetto. Subito, un gruppo di ragazzi inizia a pomiciare. Perfino i pr dicono che, si, è vero, anche il Pineta è un locale carino: tutta la discoteca, ora, è una ciospa stordita del venerdì!
“La cultura dello sballo!”, dicono alcuni. “I giovani, senza valori né certezze per il futuro, sfogano la loro frustrazione nell’alcool, nelle droghe e nel sesso promiscuo”.
“La perdita d’identità dell’uomo contemporaneo!”, dicono altri. “Dopo anni di femminismo e manifestazioni gay, gli uomini non sanno più che pesci prendere. Nella confusione generale, alcuni indossano reggiseni al posto delle maglie da pelle, o usano il kajal per rendere omaggio alla cultura induista”.
Ma no! Che dite! E’ la ciospa stordita del venerdì!
“Dove?”, dicono spintonando. Lì, lì, sotto il faretto! “Non la vedo!”, e parte una gomitata.
Circondata, la ciospa stordita del venerdì fa finta di niente. Piega la testa. Rutta un poco. Scansa un pugno. Si rituffa nella mischia.

