29 luglio 2007

Cosimo Mele e la prostituzione: una storia lunga

La stampa ha rivelato che il deputato protagonista del festino romano con prostitute era Cosimo Mele, un cattolico dell'Udc. Un difensore della famiglia. Il festino si era concluso con una squillo in ospedale, intossicata dalla cocaina e dall'alcool.

E' sempre un piacere vedere un ipocrita smascherato.

E possiamo smascherarne un secondo. Luca Volonté, compagno di partito del Mele, è subito salito sul pulpito e ha biasimato il collega: "Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli, diritti umani". Ma io sono convinta che Luca Volonté sapesse già chi era Cosimo Mele.

Prendo da un articolo di Lino de Matteis del 2005, che narra di vecchie vicende penali degli amici di Raffaele Fitto, ex presidente della regione Puglia.

"Sotto processo finì anche un altro consigliere regionale del Ccd, Cosimo Mele, che era stato arrestato qualche anno prima con l’accusa di gioco d’azzardo e per il coinvolgimento in una vicenda di tangenti e prostituzione, per cui venne poi rinviato a giudizio insieme ad altre sei persone. Mele venne arrestato il 5 gennaio 1999, due mesi dopo essere stato eletto nelle elezioni comunali di Carovigno, nella lista dei Cristiani democratici per le libertà, il partito di Raffaele Fitto. Nonostante fosse coinvolto in quell’inchiesta, Mele risultò il più suffragato in Consiglio comunale, ed il suo partito superò il 40% dei consensi. Quell’arresto lo portò, però, a dare le dimissioni da tutti gli incarichi istituzionali e a lasciare anche il Cdl di Fitto. Ma Mele non si perse d’animo e, nel frattempo, si era accasato nel Ccd di Pierferdinando Casini, tanto da conquistarsi una candidatura per le elezioni regionali del 2000 ed essere eletto. In Consiglio regionale subentrò come capogruppo del suo partito ad Andrea Silvestri, che era stato designato da Fitto all’assessorato della Formazione professionale".

Domanda: quando i politici cattolici cominceranno ad occuparsi della loro moralità, invece che della moralità dei cittadini?

Aggiornamento (30 luglio): in un'intervista alla Stampa, Cosimo Mele in un certo senso mi risponde. Dice:

"Certo che mi riconosco nei valori cristiani ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale."

Ossia, i valori sono ciò che fate fare agli altri.

Aggiornamento (31 luglio): siamo finiti sui giornali (Italia Oggi: "Sul caso Mele cala l'ironia dei blog"). Grazie a Porphyrios per la segnalazione.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

La risposta alla domanda alla fine del post è: mai.
Spiegazione: qui non siamo negli USA, nessun politico italiano ha mai perso consenso per essersi comportato in modo diverso da quanto invocato nel corso della propria attività politica. La distinzione tra vita privata e vita pubblica è massima nella cultura italiana. Un po' meno a sinistra, un po' più a destra, ma per tutti è chiaro che per invocare un mondo più morale non c'è bisogno di menare una vita irreprensibile. Tratto tipicamente cattolico: siamo tutti peccatori. Massima è anche la distanza tra il mondo che si vorrebbe e il mondo che è. Lato elettori: l'uomo della strada che va a prostitute in privato, in pubblico si dichiara per la massima pena contro chi esercita e chi se ne serve. Quindi la sintonia con il proprio rappresentante è massima. E' un tratto caratteristico della cultura latina, italiana in particolare, non c'è proprio da scandalizzarsi. Solo i giornalisti credono di essere una categoria a parte, dando luogo quotidianamente al rito collettivo dello "scandalizzarsi" per poi tornare alla quotidiana doppia morale. Esercitano così un servizio di pubblica utilità. Con la differenza che loro ci credono sul serio... Tutta la mia simpatia allo sventurato parlamentare.

Orazio ha detto...

E invece, caro anonimo, scandalizzarsi è rimasta l'unica possibilità di reazione che hanno le persone per bene. Che non sono quelle che non vanno a puttane, ma quelle che non hanno due facce. La perdita di credibilità della classe politica è talmente evidente che inficia tutto il suo discorso, che riguarda soltanto quelli che questa classe politica se la meritano per volontà o ignoranza. Ma questi sono sempre meno e intanto non solo un parlamentare cattolico e proibizionista ma ogni cosa in questo paese se ne va a puttane, e tutto - a differenza del (dis)onorevole mele - in modo assolutamente trasparente.

Angelita ha detto...

Anonimo: dimmi con chi simpatizzi e ti dirò chi sei.
Orazio: condivido, il punto non è cosa fa un politico (sono affari suoi, e della sua famiglia), ma cosa dice.

boh/Orientalia4All ha detto...

un conto sono i politici, come anche i grandi industriali, o i ricconi, ecc., un conto gli altri.

Intendo dire che la gente "comune" è diversa ma sempre, da sempre, chi sta molto in alto, ai piani superiori, e chi sta in basso ha una sua moralità immorale. E' un fenomeno ben conosciuto in antropologia.

La vita privata e quella pubblica, d'altronde, è raro che siano coincidenti. Pure Marx era ben diverso da quello che scriveva!:)

ciao ciao

Angelita ha detto...

Enrica, hai ragione (anche su Marx). Comunque, io lascio volentieri ai politici e ai ricconi le loro orge, la loro droga, il loro gioco d'azzardo. Vorrei che in cambio lasciassero in pace noi, invece di sguinzagliare la polizia dietro agli studenti che si fanno uno spinello, o incitare i cattolici contro le coppie di fatto.

Angelita ha detto...

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conner mcfortu l'ultimo immortale ha detto...

Di fondo sono d'accordo con tutti, almeno un pò. Tuttavia vi chiedo:
1) se un governante emana una legge buona e per i trasgressori chiede una pena adeguata ; poi egli stesso incappa nel reato che ha appena punito cosa si deve fare ?
Cambiare la legge (così che il governate verrebbe immediatamente scagionato) o cambiare il governante (lasciando così a posto la legge)?
Se ho votato un politico affinché rappresenti i miei ideali , per esempio la tutela degli operai, questo si batte per ottenere leggi in tal favore, ma poi scopro che tratta male la sua colf .Cosa faccio rinnego politico e ideali insieme ?

Angelita ha detto...

Conner, sono d'accordo con te: se la legge è buona, il fatto che il governante la trasgredisca significa solo che bisogna cambiare il governante.
Nel post suggerivo di non fermarsi al Mele, ma anche a tutti i compagni di partito che sapevano chi era questo signore e se lo sono presi nel partito ugualmente.

Anonimo ha detto...

Mi son permesso di segnalare questo post al sito uaar.it così da innescare una proficua discussione, spero mi accordiate il permesso e magari passiate nella sezione "ultimissime" per dire la vostra.

La mia? I cattolici sono ipocriti per retaggio culturale ed il più alto esempio di opportunismo politico, per questo non dovrebbero essere votati.

porphyrios ha detto...

segnalatio.

Angelita ha detto...

Anonimo: permesso accordato, anche se preferirei sapere chi sei.
Porphyrios: oh! Grazie, sei gentilissima.

Matteo Miavaldi ha detto...

Me lo sentivo che Cosimo Mele fosse un esponente di lunga data del "Cocaina e Puttane" Lifestyle.
E' bastata una semplice ricerca su google per trovare questo post come conferma.
Credo, Angelita, sia più semplice informare le persone su coloro che votano piuttosto che insegnare la dignità ai politicanti dell'UDC.

Curiosando, ho trovato anche parecchie notizie sul caro Cesa, il Babbo Natale delle scusanti di casa UDC.

Complimenti per il blog.

Un concittadino del politico ha detto...

Il problema è che non serve a molto informare le persone perché tanto continuano a votarli, come in questo caso...

Angelita ha detto...

Matteo, grazie dei complimenti.
Concittadino, trovo difficile darti torto.

andrea opletal ha detto...

poverino ... e come si fa a lavorare così lontano da casa????

una scappatella con tanto di coca ci vuole no ... e chi non lo fa!!!

Anonimo ha detto...

..bello quanto scrivete..mi avete fatto pensare...se una grossa parte degli italiani sceglie gente come mele (l'onorevole e non i frutti)mi sa che non c'è da scandalizzarsi..evidentemente lo vedono più vicino a come sono loro...quindi, siccome in democrazia la maggioranza (anche se relativa) vince, governa chi meglio incarna gli ideali della popolazione e/o più si somiglia a questa.
Credo che me ne andrò dall'Italia...oppure inizierò ad andare a puttane ed ad usare coca...

rob ha detto...

Complimenti per il blog e gli interventi che anch'io ho trovato per via di Italia Oggi (che leggo per lavoro).
In uno Stato di diritto non è in discussione il fatto che tutti debbano rispettare le leggi vigenti: è l'essenza stessa dello Stato di diritto. Il famoso brocardo "La legge è uguale per tutti", sta a significare il superamento dell'assolutismo e persino dello Stato liberale (quello per intenderci dove si concedono alcuni diritti anche alla plebe...).
Comunque, la storia specifica poteva essere evitata, appunto, se il partito non avesse candidato un "signore" che ha se non proprio dei precedenti penali specifici, quantomeno dei carichi pendenti...

Angelita ha detto...

Grazie Rob, mi sembra tu abbia colto benissimo il nocciolo della questione.

Anonimo ha detto...

Pare che all'Hotel Flora, insieme a Cosimo Mele, tra le pere della battona, ci fosse un altro paladino dei valori cristiani...un certo Pier...Cas...