25 maggio 2006

I titoli di Fabio Mussi

Nei commenti al mio post di ieri, un anonimo chiede quali siano "i titoli per Mussi a svolgere il ruolo di ministro dell'Università a parte essere in quota DS". Il solito B.Georg risponde che non è necessario che un ministro sia un tecnico: semmai bisognerebbe chiedersi se Mussi sia un politico di peso adeguato per la gravità dei problemi che dovrà affrontare.

Io sto dalla parte dell'anonimo: per fare il ministro dell'Università e della Ricerca è meglio avere qualche competenza diretta. Da una veloce ricerca su Mussi, apprendo che:

Non sarà granché, ma Mussi le nozioni di base dovrebbe averle. La figlia, quanto meno, potrà informarlo a dovere sullo stato dei giovani ricercatori italiani.

20 commenti:

davide l. malesi ha detto...

Sì, Mussi appare figura dignitosa nel suo ruolo. E' vero ch'è un apparatchik diessino, ma è vero altresì che gli apparatchik diessini, generalmente, danno garanzia di decoro e hanno il senso dello Stato: si pensi a Giorgio Napolitano, che viene anche lui da quella scuola lì. In un panorama dove i nostri politici sembrano aver completamente smarrito ogni senso delle istituzioni (penso alla destra che, indegnamente, fischia i senatori a vita; o a Bertinotti presidente della camera che ha da ridire sulla parata del 2 giugno) forse qualche apparatchik diessino in più alla nostra povera repubblica non può far male, anzi.

Lucis ha detto...

Condivido b. georg, il vero problema è il peso politico. Quello del tecnico l'ho sempre considerato un falso problema, per me i veri "tecnici" devo essere nella squadra del ministro.

porphyrios ha detto...

mussi però non è diplomato alla normale ma si laureò alla statale, come è emerso qualche settimana fa da uno scambio di battute tra libero e il neoministro

porphyrios ha detto...

e d'alema non si laureò mai, ma mi pare che il peso politico ce l'abbia eccome. mastella invece, si laureò. che dire.

b.georg ha detto...

prima mi si dà del moderato aggiustone, ora del "solito"...
ho capito, qui tira una brutta aria!
;-)

(comunque, anche io dicevo che "qualche competenza" occorre avercela - solo che imo un buon politico professionista, competenze paragonabili a quelle che ha Mussi e qui sono ritenute sufficienti, le DEVE avere. E se non le ha le acquisisce in un mese di studio. Sennò cambi mestiere, vada a fare il sindaco di Milano!)

b.georg ha detto...

bella la foto...

porphyrios ha detto...

scusa angelita se ci torno su, ma perché mai avere un figlio ricercatore dovrebbe costituire un titolo. era uno scherzo, eh?

porphyrios ha detto...

ancora, laddove dici che il precedente ministro non era nemmeno laureata (io non mi sarei scandalizzata), io trovo: "Letizia Moratti... Laureata in scienze politiche all'Università Statale di Milano, è esperta di diritto assicurativo internazionale comparato. E' stata assistente universitaria." fonte asca

Angelita ha detto...

Davide, concordo, anche se a me gli apparatchik mettono tristezza. Spero che, giunto al governo, il Mussi trovi qualche scintilla, oltre al decoro che pare garantire.
Lucis, va bene, ma poi il ministro dovrà pur essere in grado di capire se le proposte dei tecnici sono buone o cattive, no?
Porphyrios, se intendi la Statale di Pisa, allora è equivalente a laurearsi "alla Normale". La Normale ha i corsi, ma non gli esami e le tesi di laurea, che si danno alla Statale di Pisa (c'è una specie di convenzione, se ricordo bene).
Il figlio ricercatore non è uno scherzo e non è un titolo: diciamo che è un tecnico in famiglia.
Sulla laurea della Moratti sono andata a memoria e ho sbagliato. Ora correggo.
B.Georg: stop o ti prendi anche del "vecchio brontolone". ;-)
La foto, confesso, è la vera ragione del post. Quel D'Alema ventenne che già spiega al prossimo come gira il mondo, e il Mussi coetaneo che, è evidente, sta annuendo... impagabili.

porphyrios ha detto...

Non avere conseguito il diploma non toglie niente al valore di mussi, ma non è proprio la stessa cosa che prendere la laurea alla statale. ciampi credo che completò il percorso, ad esempio. "Un tecnico in famiglia" è un bel titolo...per una fiction :)

Angelita ha detto...

Qui Mussi ricostruisce la vicenda. Che dire? Cambierò di nuovo il post.

Anonimo ha detto...

La figlia di Mussi non e' "ricercatrice universitaria". E' "borsista post-dottorato". Si puo' controllare su: http://sito.cineca.it/murst-daus/docenti/docenti.html .
Il mestiere e' lo stesso (con molte meno rogne accessorie) ma non ha vinto un concorso per entrare in ruolo.
Cosa che non dubito avverra' molto presto, in un ateneo che ha fisici in sovrabbondanza e ha saturato le risorse per il personale docente, tanto che chi non ha corsie preferenziali a Genova non ha speranza di avanzare in carriera.
Il tutto senza nulla togliere alla persona in questione, come attestato dalle sue pubblicazioni.
Pero': molti hanno un buon curriculum, ma non a tutti e' concesso un concorso da vincere.

Angelita ha detto...

Caro Anonimo, registro la precisazione. Immagino che il sito di Mussi giochi, forse in mala fede, sul'ambiguità della parola "ricercatore", che può significare anche soltanto "chi fa ricerca". Il resto delle notizie su Genova sono tua responsabilità.

valentina ha detto...

Per anonimo. Al dipartimento di fisica a Genova ho un assegno di ricerca da tre anni (1+1+1), e, in quanto tale, si suppone che, in effetti, io faccia ricerca. Puoi chiamarmi "assegnista" se preferisci...in ogni caso l'assegno di ricerca viene attribuito attraverso un concorso pubblico su titoli e colloquio. E non capisco bene quali siano le rogne accessorie che mi risparmiio: fare lezione? lo faccio, gratis, da 5 anni; compilazione di progetti nazionali e internazionali? E' una attivita' quotidiana che richiede uno sforzo enorme non tanto e non solo di elaborazione quanto di interpretazione della normativa vigente e della modulistica dedicata. Se in caso potrei citartene alcune "tutte per noi assegnisti", tipo l'interruzione immediata dell'assegno in caso di maternita' con ripristino dello stesso solo in corrispondenza del "rientro in servizio".
Per il resto ci tengo a rassicurarti: non c'e' in vista per me alcun posto da ricercatore "sicuro". Sono quasi dieci anni che procedo (da sola) tra borse post-laurea, borse di dottorato, assegni annuali, resistendo a parecchie sirene e cambiando spesso citta', per il semplice motivo che penso che il nostro sia un lavoro bellissimo e appassionante e che avere la possibilita' di farlo rappresenti comunque un "privilegio".
Ti ringrazio comunque per il cenno alle mie pubblicazioni: nonostante tutto qualche parametro "oggettivo" esiste anche nel mondo dell'Universita' e della ricerca.

Angelita ha detto...

Valentina, ho ripreso e segnalato questo commento in un nuovo post di oggi.

motondoso ha detto...

La figlia minore è assistente universitaria da alcuni anni.

Anonimo ha detto...

Stimatissimo ministro Mussi
sono un giovane studente del conservatorio statale di musica di Benevento e in questo momento le sto scrivendo per parlarle di un mio problema.
Da sempre ho la passione per la scrittura e poichè il mio campo preferito è l'opera lirica, ogni anno vado a vedere tutte le opere che si tengono al teatro S.Carlo di Napoli, al teatro Verdi di Salerno e al teatro comunale di Benevento, per poi scrivere una recensione sullo spettacolo che si è tenuto.
Poichè ho 28 anni e l'impegno con gli studi non mi permette ancora di trovarmi un lavoro stabile, mi arrangio con qualche lavoretto part time per mantenermi, ed è così che da qualche tempo sto pensando di presentare i miei articoli ad una testata giornalistica che li possa pubblicare in modo che, dopo i settanta articoli pubblicati in due anni, anch'io possa conseguire il mio tesserino da pubblicista e iniziare a lavorare seriamente.
Come però lei può facilmente immaginare, quì in campania le cose non sono affatto semplici, se infatti non sei figlio di un personaggio illustre che conta, nessuno si cimenta a prendere mimimamente in considerazione il tuo operato, e se lo fanno, l'unica cosa che prevale è lo sfruttamento e le promesse "da marinaio", elementi dei quali ne sono purtroppo anch'io vittima. Ma ad ogni modo io sono comunque fiero di essere figlio di un contadino che non ha la mimima concezione dell'opera lirica.
Lei mi insegna che per conseguire il tesserino da pubblicista, la legge dice che i settanta articoli pubblicati in due anni devono essere retribuiti all'aspirante pubblicista da un minimo di tredici ad un massimo di quarantuno euro a recensione, e forse è questo il motivo principale per il quale tutti mi girano le spalle, perchè a giudizio di tutti la qualità dei miei articoli è buona.
Vorrei ora precisarle che in questo momento (anche se ne ho tantissimo bisogno!) non mi interessano i soldi, o comunque non lo voglio fare per soldi, perchè l'obiettivo principale mio è iniziare a scrivere per quache testata gionalistica seria al fine maturare e andare avanti in questo campo. COME POTREI MAI FARE DOTT. MUSSI? A chi potrei mai rivolgermi quì a Benevento?
Le invio anche qualche mia ultima recensione perchè lei stesso possa testare il mio lavoro. Spero di ricevere presto una sua risposta.
Cordialissimi saluti.

Antonio Guida
via vico Migliori 3 sec. trav.
81028 S. Maria a Vico (CE)
CELL. 340 9699572

Angelita ha detto...

Caro Antonio, hai scritto la tua lettera nel posto sbagliato. Non credo che il ministro legga il nostro blog. E, visto che il post è vecchio di oltre un anno, temo che la tua lettera non la leggerà nessun altro. Non siamo neppure una testata giornalistica, quindi non puoi contare questa lettera fra le tue pubblicazioni.
Se poi per caso volevi un parere da me, ti dico che se non riesci a farti pagare gli articoli la tua carriera di pubblicista non pare promettente.

Anonimo ha detto...

Tanto per chiarire ulteriormente chi e cosa fa
http://www.unige.it/consulenze/incarichi.php?id=202
Buon lavoro a tutti

Anonimo ha detto...

http://www.unige.it/consulenze/incarichi.php?id=202