27 settembre 2005

“Viva Zapatero!”, di Sabina Guzzanti

Cinema

Eliseo, sala Olmi. Angelita, assetatissima, devia verso il bar ma lo trova chiuso. Le maschere, interrogate, allargano le braccia. “Eh, non si può avere tutto! Le sale aperte e il bar in funzione allo stesso tempo!”, dico io. Le maschere annuiscono, liete di trovare comprensione. Non sono mai stato bravo nel sarcasmo.

Trama

E’ un documentario, dove Sabina Guzzanti spiega perché la Rai chiuse Raiot, il suo programma, dopo una puntata sola. La Guzzanti intervista colleghi di sventura (Travaglio, Fo, Rossi), colleghi più fortunati (inglesi, tedeschi, francesi), accusatori convinti che la chiusura fu meritata.

Cosa funziona

L’analisi: come in “Good Night, and Good Luck”, il tema è se la televisione sia riservata ai politici, o possa avere giornalisti e autori con opinioni proprie. A quanto pare, i politici italiani sono sicuri che devono parlare solo loro. Nel film, difendono la chiusura di Raiot con tre ragioni:

  1. che non era satira perché non faceva ridere (come se la satira sui politici dovesse fare ridere questi ultimi, o toccasse a loro giudicare; ciò ricorda il giullare che, di mestiere, fa ridere il re);

  2. che non era satira perché era informazione, e si devono tenere distinte le cose (quindi, citare i fatti spetta solo a giornalisti, un po’ come solo i medici possono scrivere le ricette; basare un pezzo su circostanze vere, invece che su esagerazioni surreali, significa che ti sei montato la testa);

  3. che, siccome è informazione, ci vuole il contraddittorio (le garanzie usuali - diritto di querela, diritto di replica in una trasmissione successiva - non bastano; nessuno deve parlare senza un Bondi pronto a dargli sulla voce).

Per i politici di destra, c’è la scusante che devono proteggere in tutti i modi un mezzo delinquente. Per i politici di sinistra, che furono tiepidissimi nel difendere la Guzzanti, c’è da pensare che sia una convinzione genuina. Antonio Polito, direttore di Il riformista, dice alla Guzzanti che Raiot neppure doveva cominciare: è la sinistra che pensa che la democrazia italiana sta bene e (al massimo) c’è da sostituire Berlusconi.

Le TV straniere: per quanto banali, i confronti con l’estero sono sempre istruttivi. Filter, che la settimana scorsa è stato a Bonn, non fa che parlarci della metropolitana pulita, delle siepi tagliate bene, dei piani terra senza inferriate, della periferia curata, delle strade senza cartelloni della pubblicità (per uno che sta a Milano sono traumi). In “Viva Zapatero!” apprendiamo che la TV francese fa parodie di Pulp Fiction dove l’equivalente di Samuel L. Jackson recita a Chirac le sue colpe e poi gli spara. Pensate in Italia cosa scriverebbe L’Osservatore Romano.

Dario Fo: sempre lucido, sempre colto, sempre piacevole.

Cosa non funziona

La Guzzanti che interrompe e fa baruffa quando intervista: il metodo Michael Moore (domanda secca, poi lasciare che la cinepresa faccia il suo lavoro) è più efficace quando hai a che fare con imbroglioni.

La Guzzanti che fa Berlusconi: ridi solo perché pensi che è giusto appoggiare uno sforzo sincero per una causa giusta. Molto divertente invece quando fa la giornalista spagnola, intervistando Marcoré-Gasparri.

I testi: approssimativi, poco incisivi, con una tendenza al luogo comune. Peraltro, non sono mai stati il punto forte della Guzzanti (forse doveva farsi aiutare dal fratello).

L’approfondimento: manca. Il film procede per spunti ed episodi isolati, che possono piacere a chi, come me, era d’accordo con la Guzzanti prima di entrare in sala, ma temo non potranno convincere molti altri.

La qualità cinematografica: manca. Regia, montaggio, fotografia restano lontanissime dai documentari di Michael Moore, cui hanno voluto accostare la Guzzanti. Non fosse una presa per il culo, verrebbe da dirle che forse era un film più adatto alla TV.

Durata

Un’oretta e venti. Io mi sono divertito.

8 commenti:

fac ha detto...

bel blog

naurus ha detto...

Sperduto come sono nelle periferie del pianeta, posso anche scordarmelo che passi al cinema cittadino. Me lo procurerò in qualche altro modo via.

Lucis ha detto...

Però, insomma, che siete malpensanti. Le tre ragioni mi sembrano valide:

1)La satira fa ridere> Berlusconi fa ridere
2)La satira non fa informazione> Nemmeno il Berlusca, non ci pensa nemmeno lui a fare informazione, ci fa schifo a lui l'informazione.
3)le garanzie usuali - diritto di querela, diritto di replica in una trasmissione successiva - non bastano> orpolà è vero, non bastano no. Ci vuole una bella leggina per proteggersi.

Toh, ma tu guarda. Ad applicarle viene su che il berlusca è un vero comico. Va che paese allegro l'itaglia, c'avevamo pulcinella per presidente del consiglio è non lo sapevamo.

A me sembrano tre ottime ragioni.

b.georg ha detto...

sì, anche a me in certi paesi esteri i primi piani senza inferriate e l'assenza di cartelloni per le strade mi procurano una fitta.
ops era OT scusa :)

Rodolfo ha detto...

Fac, grazie.
Naurus, vantaggi e svantaggi dell'Umbria. Se vuoi fare uno scambio di appartamenti, ti lascio il mio a Milano per andare al cinema, e tu mi lasci il tuo per fare un po' di giri da voi.
Lucis: "c'avevamo pulcinella per presidente del consiglio e non lo sapevamo". Lo sapevamo, lo sapevamo.
B.Georg: riferirò a Filter. Potrebbe volerti intrattenere anche sull'ingresso libero in metropolitana (senza tornello, perché si dà per scontato che il viaggiatore abbia il biglietto).

b.georg ha detto...

arghh!
(rotola a terra, colpito a morte)

Axonthenet ha detto...

Io l'ho visto venerdì scorso nella sala 3 del multisala qui vicino. Risultato: ero da solo. Completamente. Nel senso, tutti gli altri erano nelle altre cinque sale. "Viva Zapatero", venerdì sera, l'ho visto solo io. Che vergogna. Per gli altri intendo.
A me il film è piaciuto molto, però penso che soffra dello stesso difetto dei documentari satirici di Michael Moore: fanno satira. Nel senso, il film è bello (lasciamo stare la tecnica), ma in effetti non è un documentario a tutti gli effetti. Manca l'obiettività. Ora: se sei intelligente lo capisci e ti diverti. Se appartieni al grande pubblico di massa della tv pensi di essere stato illuminato all'improvviso con effetti tipo: grande la Guzzanti, dice cose giuste. E così via.
Solo una domanda: perchè nei commenti fuori campo sussurra??

Rodolfo ha detto...

Anche noi eravamo in pochi, purtroppo. Sull'obiettività, in parte sono d'accordo. Però la Guzzanti dà spazio agli avversari: poi non è colpa sua se davanti al microfono stanno zitti (Petroni), si inceppano (Petruccioli), o si dimostrano in mala fede (quasi tutti gli altri). Moore, aggiungerei, nei momenti migliori va al di là della satira e fa del giornalismo vero e proprio, basato su documenti e approfondimenti (lavorando anche con un budget diverso, ovviamente). Sui sussurri della Guzzanti, mah, immagino alludano alla censura che ci ascolta, ecc. ecc. Avesse fatto tutto il film con la calata spagnola secondo me sarebbe stato un successone.