24 febbraio 2006

Frank Zappa difende la libertà di espressione

Se vi piace Frank Zappa vi consiglio di scaricare questo filmato del 1986 (mov, 50 MB, via WFMU's Beware of the Blog). E' una puntata di Crossfire, un classico talk show della CNN allora condotto in coppia dai giornalisti Tom Braden (di sinistra) e Robert Novak (di destra, oggi a Fox News).

La puntata è dedicata ai testi osceni delle canzoni rock. Un invitato è tale John Loften, che ne è indignato e invoca un giro di vite. L'altro invitato è Zappa, nei panni dell'avvocato difensore.

Nel discutere, Zappa lascia a desiderare quanto a tecnica: è rigido, nervoso (agita il piede), sta sulla difensiva, si lascia interrogare dall'avversario. Tuttavia, è brillante nelle risposte. I pezzi che mi sono piaciuti di più:

  • quando Zappa definisce "divertente" un video dei Van Halen dove un'insegnante si spoglia davanti agli studenti; interrogato da Loften su cosa ci trovi di divertente, Zappa si mette a spiegare il video mostrando che in effetti lo è;

  • quando, davanti a Loften che dice che canzoni che parlano di suicidio possono spingere i giovani a suicidarsi, Zappa dice che le parole non sono un "abracadabra";

  • quando Braden chiede a Loften se dunque vuole una censura e Loften non ha il coraggio di dire "sì"; mentre Zappa risponde "sure" a tutte le domande difficili;

  • quando, interrogato da Loften su come crede di risolvere il disagio giovanile, Zappa consiglia ai giovani di votare e candidarsi a cariche dove possano cambiare la società; Loften resta interdetto, ci pensa cinque minuti, poi chiede come ciò possa servire ai giovani.

Ma ce ne sono tanti altri (il filmato dura venti minuti).

3 commenti:

Loforestieroprolisso ha detto...

Al secondo ascolto ho notato l'affermazione di Zappa riguardo la deriva della politica americana verso una "teocrazia fascista".
Ritengo che il termine oscilli tra la durezza e l'eccesso, cosa che mi aspetto da qualcuno che si occupa di sperimentazione, avanguardia e provocazione; trovo comunque intressante vedere la piega che le cose hanno effettivamente preso in vent'anni, anche dalle nostre parti.

Angelita ha detto...

E' vero, aveva colpito anche me. Poi Zappa spiega dicendo una cosa ineccepibile (c'è teocrazia quando uno Stato basa le leggi sulla teologia). Mi viene in mente anche un'altra cosa: non so se hai notato come allora trattassero tipi come Loften: il giornalista di sinistra cerca di metterlo in ridicolo, quello di destra gli si rivolge con sufficienza. Oggi, su CNN, Fox News e quant'altro, gli stessi identici personaggi dicono le stesse identiche cose e tutti li ascoltano con rispetto. Taccio dei corrispettivi italiani.

Loforestieroprolisso ha detto...

La situazione dei corrispettivi italiani è diversa alla radice, credo.
In italia non esiste, nè presumo sia mai esistito, il giornalismo d'indagine o una forma più o meno indipendente di Quarto Potere; come manca quello che viene definito "editore puro" (se ben ricordo faceva eccezione Rusconi qualche anno fa, ora non so), privo di interessi ulteriori alla pubblicazione.
Da noi al giornalismo piace schierarsi, oppure non può farne a meno, ed in questo credo rispecchi semplicemente la posizione di ampia parte dei (pochi) lettori.
Riguardo alla situazione del caso, la CNN forse al tempo era un editore puro, non lo so.
Della Fox "post 9-11" non credo ci sia bisogno di parlare.

Di certo il confronto delle differenti posizioni di Novak tra ieri e oggi da te evidenziato può spostare la domanda dalle posizioni dell'editore a quelle del professionista, quando non dell'uomo.