24 agosto 2007

Non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni

"Credi che tali persone possano vedere [...] altro se non le ombre proiettate dal fuoco sulla parete della caverna che sta loro di fronte? [...] Se quei prigionieri potessero conversare fra loro, non credi che penserebbero di chiamare oggetti reali le loro visioni?"

Platone, La Repubblica, VII, 515.

Dirty White Trash (With Gulls)

Via Giulietta Capacchione (Psicocafè).

10 commenti:

Anonimo ha detto...

bel post, filter!
e terribile, anche...

doro

Filter ha detto...

Doro, grazie. Penso ci siano molte interpretazioni possibili. Se lo leggi come "pensiamo di avere una vita, ma siamo solo un mucchio di spazzatura piluccata dai gabbiani", allora in effetti è terribile.

Orazio ha detto...

La verità la sanno i gabbiano. Ma non possono dirla.

porphyrios ha detto...

in effetti, ciò che non è del mondo sarà pure immondo.

Filter ha detto...

Orazio: ce l'hanno sulla punta della lingua.
Porph: è un ragionamento impeccabile. E pensare che invece Platone credeva che fuori dal mondo fosse tutto più pulito e più in ordine.

Anonimo ha detto...

a tutti: uffa! i commenti si sono fermati solo a cinque?!
a filter: mi fai sempre ridere...

doro

Filter ha detto...

Doro: grazie ancora, mi piace far ridere (volontariamente).

Kerub ha detto...

linko senz'altro.

giulia ha detto...

Davvero interessante, Giulia

Filter ha detto...

Kerub: grazie.
Giulia: grazie.