23 febbraio 2006

La domanda ingenua (1)

Dopo l'attentato alla moschea di Samarra, l'Iraq comincia ad assomigliare alla Jugoslavia.

La domanda ingenua di oggi è:

Perché non dividere l'Iraq in tre stati indipendenti su base etnico-religiosa (curdi, sunniti, sciiti)?

6 commenti:

raffaele ibba ha detto...

perchè sono o quattro o due.
C'è tutta l'area sunnita che ruota (ruoterebbe) attorno a Damasco ed alla Siria e perchè gli sciiti tenderebbero ad andare verso l'Iran.
Sopratutto perchè c'è il petrolio che va controllato ed il petrolio è dove sono i kurdi, che finchè sono ricattati dalle presenze di altre popolazioni sono controllabili, molto meno se sono tranquillamente indipendenti.
Infine c'è la ragione generale che, se metti in discussione i confini coloniali e imperialisti da una parte non si capisce perchè non li puoi mettere in discussione in altre parti. Cioè l'Africa che è piena di confini imposti - che è un confine imposto.
Non so come gli angloamericani ne usciranno. So come ne usciranno gli irakeni: male.


ciao

raffaele

delio ha detto...

in realtà in direzione di una sostanziale spartizione in tre andava già la prima bozza di costituzione di un anno fa. nei fatti, credo che abbiano desistito per i motivi che cita raffaele: le due repubbliche musulmane sarebbero molto piú a rischio fondamentalistico di uno stato centrale, teoricamente laico.

Angelita ha detto...

Raffaele, Delio, mi sembra che diate entrambi risposte ottime. Ma mi chiedo se, in un discorso di mera real politik, abbia senso lottare contro una divisione così naturale della popolazione quando, a quanto pare, i tre gruppi (o più) hanno tutte le risorse e la determinazione per realizzarla. Detto in altro modo: è saggio cercare sempre le soluzioni in teoria "migliori" quando di fatto queste soluzioni paiono quelle più costose e più improbabili da realizzare?

davide l. malesi ha detto...

Non vorrei sembrare polemico, Angelita, ma sunniti e sciiti non sono etnie ma confessioni religiose: di conseguenza, se la Coalizione a guida USA dovesse spezzettare il paese in base alla religione predominante in questa o quell'area, ci farebbe una figura di merda (per la serie: ma come! questi qua vogliono esportare la democrazia e poi contribuiscono alla nascita di Stati confessionali, per non dire teocratici?)

Angelita ha detto...

Davide, hai ragione, sono stata imprecisa e ho corretto la domanda. Quanto agli americani la domanda ingenua si potrebbe riproporre così: non sarà una figura di merda ben peggiore dover accettare quel risultato fra qualche anno (e forse meno), quando si produrrà comunque?

raffaele ibba ha detto...

Attenzione che sunniti e sciiti non sono solo due confessioni religiose della stessa religione islamica, ma rappresentano anche una divisione sociale e politica molto forte. Per quel che ne so io, ma potrei sbagliare, in parte anche etnica.
Cioè i sunniti sono arabi, provenienti dal mondo beduino, e sono stati nell'area del Tigri e dell'Eufrate storicamente le classi di governo e dirigenti. Gli sciiti sono stati le classi subalterne, con effetti di esclusione. Quel che non so e se, nell'area, c'è stata anche una svrapposizione etnica.
Sicuramente c'è con le popolazioni che fanno riferimemento a Damasco ed alla sua oasi. Le quali non sono arabe.
Insomma la cosa è molto complessa.
La scelta di fondo l'hanno già fatta gli inglesi con Churchill circa un secolo fa (attorno agli anni venti del '900) quando imposero uno stato iracheno a suoni di bombardamenti aerei sulle aree, non solo curde, che non volevano uno stato unitario governato solo (SOLO) dai sunniti arabi.
Cioè è un casino.
Ma c'è il petrolio.
Per cui il casino vale la candela, da un punto di vista strategico.
Avete presente la seconda guerra punica?
La vince Roma perchè tiene il Lazio.
Tra Angloamericani e Cina (e forse Russia) chi tiene meglio il Lazio, oggi?
Secondo me la Cina, come testimoniano Tibet (con il genocidio delle popolazioni tibetane e della loro cultura) e le aree occidentali della Cina dove sono gli Uiguiri, i quali sono sottoposti anch'essi a genocidio.
Ma forse mi sbaglio. E vorrei sbagliarmi. Anche se da questa parte non è meglio; forse.

ciao

raffaele ibba