20 ottobre 2005

Più ciccia, ma non per tutti

Negli ultimi tempi ho insistito un po’ sul tema della ciccia e, in particolare, sul fatto che il connubio fra Stato e religione non porta ciccia ai cittadini. Ovviamente, non significa che non porti ciccia ai cattolici e ai sacerdoti.

“Procede spedito e senza intoppi il piano triennale di assunzioni degli insegnanti di Religione. Dopo i 9.229 immessi in ruolo lo scorso mese di agosto, è quasi pronto il provvedimento - addirittura retroattivo: a decorrere dal primo settembre 2005 - per l’assunzione di altri 3.077 docenti di religione cattolica….

Sarà dunque completato il piano di assunzioni degli insegnanti di Religione (tra i quali il precariato praticamente non esiste) con l’ultima trance - anch’essa di 3.077 posti a decorrere dal primo settembre 2006 - per arrivare ai 15.383 stabiliti dal ministro Moratti….

Per partecipare al concorso riservato agli insegnanti di religione, oltre ad avere insegnato per almeno quattro anni consecutivi nell’ultimo decennio, in una scuola statale o paritaria, occorreva la certificazione di idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano. E in moltissime regioni italiane i concorsi hanno avuto un numero di partecipanti di poco superiore ai posti nel triennio in questione. A giochi fatti, in Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Umbria, Veneto e Lombardia - per l’elementare e la materna - i posti a disposizione hanno superato gli idonei. Il concorso che tutti sognano: più posti che candidati”. Fonte: Repubblica.it, qui l’articolo completo.

Siccome sono atea, materialista e maliziosa, sospetto persino che tutto il dibattito italiano sulla religione, con partecipazione dei politici, abbia gli stessi scopi di quello, altrettanto acceso, che ci fu venticinque anni fa sul socialismo di Proudhon (quello di “la proprietà è un furto”). Allora, il dibattito fu lanciato dall’emergente Bettino Craxi.

7 commenti:

Angelo ha detto...

C'è anche chi la questione la conosce molto bene e ha risposto come si deve alle calunnie di Repubblica:
http://lostranierodielea.blog-city.com/

Angelita ha detto...

Poi però gli ha controrisposto Azioneparallela, dicendo cose che condivido.

Angelo ha detto...

Anche Azioneparallela ha riconosciuto che l'articolo di Repubblica contiene 'inesattezze e stronzate'.

Angelita ha detto...

I nostri lettori sono intelligenti. Chi vorrà seguirà i link e i commenti, dove si svolge la discussione e ribatte anche lo Straniero di Elea, potrà farsi la sua opinione.
Comunque, non intendo farmi distrarre. Come ho fatto capire fin dal titolo, il mio interesse è per la ciccia. Sarei ben felice di darti ragione e dire: "Uhf, pensavo che qui ci fosse ciccia pagata coi miei soldi e distribuita dai vescovi, e invece era un'inesattezza di Repubblica". Ma non lo è.

Anonimo ha detto...

Angelo, io ho risposto a Leo che c'è un privilegio, fondato sul concordato, della religione cattolica (che tu ritieni, immagino, storicamente giustificato, e io storicamente ingiustificato), che non è per questo un privilegio dell'insegnante di religione cattolica. Leo fa notare che l'IdR, prima di concorso e legge, si trovava forse ancor più esposto all'arbitrio altrui. Non ho difficoltà a crederlo. Ma rimane il privilegio dell'istituzione ecclesiastica, che esercita un controllo sull'accesso a un certo numero di posti nella scuola (tra l'altro,l'IdR può transitare anche su ore diverse dall'ora di religione, mi pare).
Sul punto oggetto dell'articolo di Repubblica, che al di là delle inesattezze e stronzate che riguardano l'IdR concerne un confronto fra le diverse situazioni dei precari, la risposta di Leo non è esaustiva, perché manca della comparazione.

Az. Par.

Angelita ha detto...

Massimo, grazie della precisazione. Mi permetto di aggiungere che, secondo me, c'è un privilegio anche per l'insegnante di religione.
L'insegnante di italiano, per avere il posto, deve accumulare punti e vincere un concorso aperto potenzialmente a tutti i cittadini coi titoli. L'insegnante di religione, per avere lo stesso tipo di posto (stessa retribuzione, stesse garanzie contrattuali), non deve fare un vero concorso. Inoltre, i posti sono riservati per legge a un gruppo assai più ristretto (i buoni cattolici, così come definiti dai vescovi). Non è una differenza piccola né in teoria, né in pratica, se si va a vedere la vita vissuta degli insegnanti non di religione che cercano di conquistarsi il ruolo. Paragonata a quella del giovane di parrocchia che risolve la cosa con una lettera del vescovo e un concorso in cui passano tutti.

Anonimo ha detto...

esercito sbirri e polizia escludono le recchie e quelli che dicono si sentire le vocine. ma questo nessuno lo dice, a nessuno importa!