25 settembre 2005

Ritagli

Su Repubblica di oggi, Gianni Mura si chiede perché, se non ci piace che la Cina arresti i dissidenti, ci stanno bene le Olimpiadi a Pechino.

“[Manuela di Centa] era già stata la prima italiana a salire in cima all’Everest, il 23 maggio 2003. Come mai questo bis? «Porterò lassù la fiaccola di Pechino. I dirigenti del comitato organizzatore cinese vogliono fare le cose in grande e pensano a un gesto eclatante. Per questo si sono rivolti a me». Ci sarebbe un gesto ancora più eclatante e meno faticoso della scalata di un 8000 metri. Portare la fiaccola di Pechino in giro per il Tibet e vedere l’effetto che fa. In Cina i diritti civili sono calpestati tutti i giorni, ma sembra che la cosa non faccia notizia. Se Yahoo! consegna un giornalista dissidente alla giustizia cinese, si parla di boicottare Yahoo. Forse boicottare la Cina è poco eclatante o poco chic, vai a sapere.”

Sempre Repubblica pubblica un lungo articolo di Michel Houellebecq, “L’alfabeto del pessimista”, già apparso in Francia su Les Inrockuptibles. E’ una carrellata di commenti e confessioni su 25 temi, da “Automobile” a “Zarathustra”. Houellebecq mi ricorda certi dirigenti di azienda che hanno visto il mondo, e a pranzo vogliono spiegarti come gira. Usa concetti ottocenteschi (i popoli, i sentimenti, la morale), dice cose ottocentesche (“a parte la poesia e la pittura, nessuna arte è in grado di descrivere la gioia”), ma è intelligente, sincero e scrive benissimo. Mescola generalizzazioni arrischiate con intuizioni belle, per esempio in questo pezzo.

“Sinistra. Ho un’obiezione che mi sembra un mistero: più governi di sinistra ci sono, più aumenta il controllo sociale. Il tabacco è un esempio eclatante. Il fatto che i non fumatori abbiano diritti, ecco un’idea di sinistra. E’ un problema, perché si finisce – e non era proprio questo il mio punto di vista all’inizio – con l’apprezzare quelle merde di paesi liberali dove non ci sono regole, dove se hai denaro puoi fare quello che vuoi… Il livello di controllo sociale non è estendibile all’infinito, a meno di cambiare la biologia. Vorrei non avere voglia di fumare, ma ho bisogno di un’operazione al cervello; non sono necessariamente contrario, ma imporre norme alla vita senza dare in cambio soddisfazioni autentiche… penso che sia un campo dove sarebbe meglio non spingersi troppo avanti.”

2 commenti:

davide l. malesi ha detto...

Mi ha fatto venire in mente una recente intervista ad Agota Kristof ("recente" nel senso di diversi mesi fa, ma d'altronde lei di interviste ne concede pochissime). L'intervistatore chiedeva: "Nel ’56 [...] il suo sogno era scappare negli Stati Uniti. Come vede quel paese oggi?". E la Kristof replicava: "Con disprezzo. Stanno diffondendo brutte abitudini, tipo il divieto di fumare". Anche lì, tra l'altro, si parlava di un'operazione: l'intervistatore chiedeva: "Sta per subire un’operazione pericolosa, e il prossimo 30 ottobre compirà 70 anni. Le capita di fare bilanci?"; e la Kristof, secca: "Il mio bilancio è che 70 anni sono sufficienti, ho vissuto abbastanza". Il testo completo, se può interessare, è qui

http://www.miserabili.com/2005/03/17/intervista_ad_agota_kristof_1.html#014859

Angelita ha detto...

Bella segnalazione. Grazie.