07 dicembre 2005

La TAV in Val di Susa (1/2)

Alle 3.00 del mattino di ieri, la polizia ha sgomberato il presidio di Venaus, organizzato dagli oppositori della TAV per bloccare il cantiere dei lavori. Ci sono stati scontri e oltre 20 feriti, fra cui un pensionato e uno studente tenuti in ospedale in osservazione. Al termine dell’operazione, il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha emesso un comunicato dove dice:

“All’operazione si sono opposti circa 200 aderenti ai comitati No T.A.V. ed a gruppi antagonisti anarchici già presenti sul posto, ai quali si sono aggiunti poi numerosi manifestanti.

La loro resistenza è stata superata delle forze dell’ordine senza l’effettuazione di alcuna carica. Negli inevitabili contatti con i manifestanti si sono comunque verificati incidenti con alcuni contusi e lievi feriti da entrambe le parti […].

Il Ministro dell’Interno ha espresso vivo apprezzamento alle forze di polizia per la grande professionalità e lo spirito di sacrificio che stanno dimostrando sia nel ripristinare le condizioni indispensabili di legalità nel cantiere T.A.V. sia nel garantire l’ordine pubblico.”

Innanzi tutto, è buffo che Pisanu ringrazi i poliziotti per lo spirito di sacrificio. Se la questione riguarda la legalità e l’ordine pubblico, si suppone che i poliziotti siano pagati per mantenerli. Dove sarebbe il sacrificio? Fra l’altro, si trattava di agenti antisommossa. E’ anche buffo che il ministro non trovi una parola di dispiacere per i feriti. Insomma: i poliziotti menano i cittadini e il ministro, che in teoria rappresenta i secondi, che fa? Si scusa coi primi per il disturbo che si sono presi?

Peraltro, ciò fa parte di un approccio generale dei politici italiani verso i poliziotti e, ancora di più, i carabinieri, che trattano come cani da tenere buoni con le carezze.

Poi c’è la questione della legalità. Ne parlai a proposito degli sgomberi di Cofferati, dove tentavo di distinguere fra una legalità buona (le leggi necessarie perché una comunità viva), che bisogna applicare sempre, e una legalità cattiva (le leggi contro gli interessi dei cittadini), che bisognerebbe rimuovere coi mezzi della democrazia. Se non si può, dicevo, alle leggi cattive si può disubbidire, anche al costo di prendere le botte.

In Val di Susa, i cittadini che occupavano il cantiere lottavano e lottano contro una legalità che giudicano cattiva: contro un’opera imposta dal governo che, secondo loro, danneggia l’economia e l’ambiente dove vivono. A differenza degli occupanti di Cofferati, questi cittadini non stavano nel cantiere per farci abitazione: erano lì per una protesta politica. Rispondere a una protesta politica mandando la polizia, di notte, in assenza di disordini, senza urgenza (i lavori riprenderanno a febbraio), beh, questo di solito lo fanno i governi fascisti.

Ma, direte, bisognerà pur fare questa TAV. Non possiamo cedere al NIMBY, alla pretesa di un gruppo piccolo di imporre i suoi interessi su quelli della comunità: all’idea che, sì, l’opera va bene, purché non nella nostra valle (Not In My Back Yard). Siccome sono già un po’ lunga, su questo torno domani.

5 commenti:

davide l. malesi ha detto...

Pisanu non ha inventato niente. E' una tradizione di lunga data dei governi repressivi complimentarsi con la polizia (o l'esercito) dopo che l'uno e/o l'altra han menato i manifestanti o han sparato sulla folla etc. Se fosse poi utile o necessario sgombrare i manifestanti, non posso dirlo perché ignoro i dettagli della vicenda (certo che se i lavori riprenderanno a febbraio, tutta 'sta fretta non c'era e la cosa puzza di azione dimostrativa. Seems like they're fihing for right-wing votes, si direbbe in un Paese anglosassone).

davide l. malesi ha detto...

volevo scrivere "fishing", sorry.

Angelita ha detto...

Eh sì, ma io parlando di "governi fascisti" tentavo di essere paradossale... Ahimé. Sui lavori, la Bresso dice che addirittura riprenderanno a Marzo. Sul fishing, mi sembra che non passi giorno senza che tirino fuori qualche canna da pesca.

davide l. malesi ha detto...

Non so se il gov. Berlusconi meriti appieno la definizione di "governo fascista": lascio una valutazione così grave e persone più sagge e avvedute del sottoscritto. Quel che so con certezza è che è pieno zeppo di fascisti orfani del fascismo; e che certamente è un governo repressivo (basta una legge come la Bossi-Fini a farmelo considerare tale: non so se hai mai letto il testo integrale del dispositivo di legge ma dentro ci son dei passaggi da far rizzare i capelli).

Angelita ha detto...

Io lo vedo un po' come un "fascismo a pois": scelte e norme autoritarie su uno sfondo dominante democratico (ciò che, a parere mio, vale per parecchi altri governi occidentali). Credo che alcuni pensino che sia lo sfondo dominante quello che conta. A me invece i pois non sono mai piaciuti.