06 settembre 2005

A proposito dell’alluvione a New Orleans

Se Hobbes ha ragione, lo Stato nasce come potere arbitrario che, imponendo la sua forza ai sudditi, li protegge dalla violenza di tutti contro tutti. La democrazia, potremmo dire, è il passaggio successivo: il tentativo di costringere lo Stato a rendere altri servizi ai cittadini.

Una delle lezioni di New Orleans è che è un tentativo difficile. Come ci hanno spiegato, New Orleans è sotto il livello del mare, ed era protetta da argini troppo deboli. Secondo studi degli anni Novanta, gli argini necessari per reggere un uragano di categoria 5 (Katrina era di categoria 4) sarebbero costati solo 2,5 miliardi di dollari. Per fare un paragone, più o meno quanto il MOSE di Venezia, che avrà benefici assai più dubbi. Ma il progetto dei nuovi argini di New Orleans non è mai stato finanziato.

I blog e la stampa americani discutono su chi avrebbe dovuto pagare gli argini. A sinistra, accusano Bush di non avere dato i fondi federali (vedi Paul Krugman, registrazione o Bugmenot). A destra, dicono che gli argini erano a vantaggio di New Orleans e della Louisiana: in casi simili, è efficiente che la spesa sia finanziata dai residenti, non coi soldi di tutti i cittadini americani (vedi Volokh Conspiracy). Se ai governanti locali mancavano i fondi, avrebbero dovuto procurarseli alzando le tasse o indebitandosi. I governanti locali (sindaco di New Orleans e governatore della Louisiana) guarda caso sono del Partito Democratico.

Mi verrebbe facile rispondere alla destra che 2,5 miliardi di dollari sono due settimane di guerra in Iraq. Se non è efficiente per gli americani proteggere gli abitanti della Louisiana, è difficile capire come possa esserlo proteggere gli abitanti del Medio Oriente. Ma, fossi americana, mi direi che non sono tenuta ad ascoltare dibattiti sui criteri efficienti di allocazione della spesa. Pago le tasse, gli argini sono un bene pubblico, lo Stato deve provvedere: se a livello locale o federale è un problema che non mi riguarda. Se mi ammazzano un parente, non mi interessa se è colpa dei medici o degli infermieri: faccio causa all’ospedale. E la cosa più volgare sarebbe se volessero farmi assistere allo spettacolo degli uni e degli altri che si danno la colpa a vicenda.

Se il federalismo in Italia fosse una cosa seria, qui mi dovrei chiedere se i cittadini abbiano interesse a che lo Stato sparpagli i suoi compiti su più soggetti che possono scaricarsi il barile.

Ma parliamo di Bush. Negli Stati Uniti la gestione delle catastrofi è affidata alla FEMA (Federal Emergency Management Agency), la loro protezione civile. Che fanno agenzie simili? Gestiscono. Hanno poco personale in proprio, ma coordinano esercito, guardia nazionale, guardie forestali, la Croce Rossa, la polizia, i volontari, in tutte le attività di soccorso. E gestire un’emergenza non è come gestire un’edicola: occorrono piani, preparazione, competenze. Non so nelle aziende, ma nelle emergenze il management conta: alla fine della seconda guerra mondiale, gli americani e gli inglesi allestirono il ponte aereo di Berlino, una città immensa, in 48 ore. New Orleans è una città storica, ma di neanche 500.000 abitanti.

La FEMA è federale. Nel 2001, Bush nominò come capo Joseph Allbaugh, un attivista repubblicano. A sua volta, Allbaugh nominò Michael Brown direttore aggiunto. Chi era Brown? Un ex consulente legale nel settore immobiliare e un ex capo dei giudici di gara della International Arabian Horse Association, che organizzava concorsi ed esposizioni. Un curriculum perfetto per gestire le emergenze, no? Ah, poi Brown era stato compagno di stanza di Allbaugh ai tempi del college. Quando, circa un anno fa, Allbaugh lasciò, Bush nominò Brown capo della FEMA.

Ora, Brown è sotto accusa per la spettacolare impreparazione dimostrata dalla FEMA. Di nuovo, non voglio analizzare se siano più gravi gli errori della FEMA, del governo locale (che avrebbe scelto di non dare mezzi di trasporto a chi ne fosse privo) o dello stesso Bush in prima persona (che, pare, non ha attivato la portaerei USS Bataan, già pronta e munita di elicotteri di soccorso, per il semplice motivo che lui era ancora in vacanza). Né mi interessa stabilire quanto l’incompetenza di Brown abbia pesato nello specifico.

Mi basta sapere che il Presidente ha speso una carica pubblica per premiare i suoi amici. Che, in un’agenzia dalle cui capacità dipendono la vita e la morte dei cittadini, lo Stato ha nominato un capo incompetente sapendo che era tale. Questa è democrazia che fallisce, è Stato come potere arbitrario che i cittadini non sono riusciti a piegare ai loro interessi, è il vecchio Hobbes che scuote la testa davanti a chi dice che lo Stato dovrebbe servire il popolo.

Aggiornamento: so che è un link, so che è in inglese, so che ci sono rinvii oscuri alla politica americana ma, se potete, leggete l’editoriale di Medium Lobster di oggi.

9 commenti:

paulista ha detto...

"...Mi basta sapere che il Presidente ha speso una carica pubblica per premiare i suoi amici."
Ma, allora, siamo in Italia!

Angelita ha detto...

Negli Stati Uniti, in Italia, un po' dappertutto, temo.

Anonimo ha detto...

è vero.. la democrazia è difficile. ma almeno negli usa ci provano, fanno autocritica. chi non è d'accordo col governo può far sentire la sua opinione. gli scandali e i malfunzionamenti escono allo scoperto. tutto sommato questo è già un buon passo verso la democrazia.
al contrario non mi pare che niente del genere sia mai successo nei paesi comunisti o ex comunisti. sarà un'abitudine.. ma è troppo comodo prendersela zempre solo con gli usa. c'è molto di peggio.

Angelita ha detto...

"Ti lamenti della polmonite? Pensa se avessi avuto la peste bubbonica."
"Ti si è rotta la auto? Pensa che una volta la gente andava a cavallo."
"Non le ho dato l'aumento che le avevo promesso? Pensi a quanta gente c'è per la strada".
"Ti lamenti di come governa Bush? Pensa a come saresti stato sotto il comunismo".
Poi, per favore, smettiamola di confondere i cittadini con i governanti. Se critichi Tolstoj, non ce l'hai con la Russia, se critichi Bush non ce l'hai con gli americani.

Anonimo ha detto...

infatti io non avevo affatto inteso che tu stessi criticando i cittadini americani
nè era assolutamente mia intenzione criticare i cittadini cinesi russi o cubani
si parlava di governi, governanti, dello stato e della sua violenza
se rileggi il mio commento vedi che si riferisce a quello
ciao

Angelita ha detto...

" ma è troppo comodo prendersela zempre solo con gli usa. c'è molto di peggio". Io non me la prendo con gli usa, me la prendo con Bush. E non c'è molto di peggio.

Anonimo ha detto...

ma zei proprio zicura ?
che ne pensi di Putin, Hu Jintao, Kim Dae-jung.. (ecc ecc)?

Angelita ha detto...

Zì. Per usare la metafora di cui sopra: Bush polmonite, Putin polmonite, gli altri due peste bubbonica. Se, per essere contento, ti basta non avere la peste bubbonica, buon per te.

Anonimo ha detto...

no no.. non fraintendere.. non sono affatto contento
però secondo me i media in generale puntanto un po' troppo l'attenzione e fanno informazione solo in una direzione
per quanto riguarda la politica estera l'informazione italiana fa un po' schifetto, a mio parere, e questo non aiuta il cittadino ad avere una visione equilibrata degli eventi