29 agosto 2005

La conversione dello scienziato ateo

Sul Domenicale del Sole 24 Ore di ieri, il filosofo Maurizio Ferraris mette a segno un bel colpo. Nella rubrica delle lettere, il lettore Aldo Grano gli contesta una recensione positiva a un libro di Carlo Augusto Viano, dove quest’ultimo scrive che i miracoli di Lourdes sono meno delle remissioni spontanee.

Ferraris spiega che negli ultimi 150 anni oltre cento milioni di pellegrini hanno visitato Lourdes, mentre i miracoli riconosciuti sono solo 65. Dato che, in media, un tumore va in remissione spontanea una volta su diecimila, di “miracoli” avrebbero dovuto essercene assai di più. Il ragionamento, dice Ferraris, è di Pier Giorgio Odifreddi (C’era una volta un paradosso, Einaudi, 2001) e, dico io, è sbagliato, perché non tiene conto che i malati stanno a Lourdes pochi giorni: che la remissione accada proprio lì è un evento molto più improbabile di una remissione tout court.

La contestazione del lettore Aldo Grano segue però una linea più baldanzosa. Dice Grano:

“Poiché impostore è chi ha il vizio di ingannare, sia per cattiveria che per trarne un utile, io sostengo che il Viano, presentatoci dal Ferraris, quando afferma che «I presunti miracoli di Lourdes sono meno delle guarigioni spontanee» dimostra di essere un impostore. Difatti non esiste alcun lavoro scientifico che dimostri una cosa del genere. Non si può chiamare remissione spontanea la sparizione istantanea, per fare un esempio, di una tubercolosi all’ultimo stadio immediatamente dopo l’immersione nella famosa vasca di Lourdes: miracolo che convertì il chirurgo vascolare Alexis Carrel, ateo e premio Nobel”.

Caspita! La conversione dello scienziato ateo! Un luogo classico sia dell’apologetica cattolica, sia dell’umorismo empio. Ricordo uno scienziato alle prese con una statua miracolosa nei Sotterranei del Vaticano di André Gide, ma anche un passaggio dal primo libro di Fantozzi:

“Mentre si preparava per il viaggio, (Fantozzi) si domandava perché mai la Madonna per il passato si sia limitata a comparire a pastorelli semianalfabeti e in zone montuose, e mai per esempio a Von Braun, al Centro Spaziale di Houston durante una riunione della NASA. Non ricordava infatti di aver mai letto sui giornali notizie di questo tipo: «Ieri alle 16,30 la Santa Vergine è comparsa improvvisamente dietro la lavagna di un’aula gremita di studenti della scuola di ingegneria di Pisa, durante la lezione di “meccanica applicata alle macchine”. Il docente professor Mannaroni-Turri, noto ateo, è svenuto di fronte a duecento studenti»” (Paolo Villaggio, Fantozzi, Rizzoli, 1971, p. 78).

Ma ecco la risposta di Ferraris su Carrel.

“Giova che il lettore sappia che il Carrel, oltre che premio Nobel per la medicina nel 1912, fu membro negli anni Trenta del Parti Populaire Français, di ispirazione nazionalsocialista, e autore del libro L’uomo questo sconosciuto (1935), che loda Mussolini e propone l’introduzione delle camere a gas per ragioni di eugenetica sociale. Scrive ad esempio il Carrel: «E’ necessaria una cernita nella folla degli uomini civili. Sappiamo che la selezione naturale da tempo non assolve più la sua funzione. Che molti individui sono stati conservati grazie agli sforzi dell’igiene e della medicina. Che la loro moltiplicazione ha nuociuto alla razza». Sicché, per i criminali «uno stabilimento eutanasico, provvisto di gas appropriati, permetterebbe di disporne in modo umano e economico». Parole che cascavano a puntino, nella congiuntura storica. Tanto è vero che, nella prefazione alla traduzione tedesca del suo libro (1936, Hitler è al potere da tre anni) leggiamo: «In Germania, il governo ha preso delle misure energiche contro l’aumento dei minorati, degli alienati, dei criminali. La situazione ideale sarebbe che ogni individuo di questo genere venga eliminato». Sempre nel 1936, divenne accademico pontificio. Nel maggio 1940 tornò in Francia dagli Stati Uniti (in controtendenza, diciamolo, chissà quanti posti liberi sulla nave) e accettò una carica scientifica dal governo di Vichy. Accusato di collaborazionismo, non fu processato perché morì il 5 novembre del 1944. Io non so cosa sperasse Carrel da Lourdes. E in ogni caso, il miracolo, qui, è che non gli abbiano tolto il Nobel…”.

Avrei voluto essere una zanzara a casa del lettore Aldo Grano, per guardare la sua faccia mentre leggeva il giornale. Invece mi sono messa a calcolare il numero di miracoli che avrebbero dovuto accadere a Lourdes con 100 milioni di pellegrini, una remissione naturale su diecimila, e miracolo che accade il giorno esatto in cui il pellegrino si immerge nella vasca o il giorno dopo (lasciamo una notte all’acqua santa perché faccia il suo effetto): 55,2. Rispetto ai 65 storici, lascio giudicare a voi se vale la pena di andare a Lourdes.

9 commenti:

delio ha detto...

bel post. ma sei sicura che per "miracolo a lourdes" si intenda proprio una guarigione entro il giorno successivo all'immersione nell'acqua? io ho il forte timore che i tribunali che si occupano di miracoli siano molto più di manica larga, e magari accettino anche remissioni in tempi più lunghi - poi chiaro, se si parla di malati di tumore o tbc in fase terminale il tempo non è comunque molto, ma insomma.

Anonimo ha detto...

Caustica :-)

[In risposta a una domanda: se hai un informatico nei dintorni, probabilmente ti saprà spiegare perché "pippo" sia una password molto nota. Ciao :-) ]

Angelita ha detto...

Delio: hai ragione, è possibile che la Chiesa sia di manica più larga di quanto ho supposto. Ho scelto due giorni per fare un'ipotesi conservativa. Se la Chiesa accettasse miracoli che si verificano, poniamo, fino a un anno dopo la visita a Lourdes, 65 sarebbe davvero una cifra molto piccola.
Sonetti: OK! pippo è una di quelle password che ti danno quando ti aprono un username e "la password di me stesso è sempre pippo" significa che (nel sonetto) non l'hai mai cambiata ("ragiono ancora come un'anticaglia", ecc.). Bella immagine, anche adesso che l'ho capita.

dr.psycho ha detto...

bellissimo post.

Angelita ha detto...

Grazie Manfred.

davide l. malesi ha detto...

Gran bel post, anche se sarebbe interessante indagare sulla persistenza di certe superstizioni (come quella di Lourdes): evidentemente esistono ragioni profonde per cui l'uomo sente l'esigenza di identificare "luoghi miracolosi" (così come "reliquie miracolose") e simili altre amenità.

Angelita ha detto...

Grazie Davide. Sulle ragioni profonde, sono sicura anch'io che ci devono essere per forza. D'altra parte, Mark Twain diceva "La gente ragiona benissimo, se non si tratta di religione".

Anonimo ha detto...

C'è comunque un ragionamento di fondo sbagliato. I cosiddetti miracoli non sono solo tumori. Quindi la casistica varia. Però c'è da dire che quando un "miracolo" si realizza in un ospedale ad un ateo quello non è un miracolo, quando si realizza ad un credente "che pregava la madonna" (magari a lourdes) è un miracolo. Il vero miracolo è che ci siano ancora così tanti creduloni in giro. I veri miracoli li fanno i medici negli ospedali, e la forza di volontà di milioni di persone che voglio vivere, e non andare dal finto creatore prima del previsto

Adriano G. V. Esposito ha detto...

La Reductio ad Hitlerum è sempre da evitare. Che il Carrell fosse filonazista non serve minimamente a verificare l'affermazione "la sparizione istantanea, per fare un esempio, di una tubercolosi all’ultimo stadio immediatamente dopo l’immersione nella famosa vasca di Lourdes".

Quindi diciamo che Ferraris in questo non è migliore di Aldo Grano.

Mi piacerebbe invece sapere di più su questa presunta guarigione.